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Attualità | 03 luglio 2020, 13:48

Palazzo Ducale ospita la mostra “Obey fidelity. The art of Shepard Fairey” [FOTO]

Marziani: "É come se gli anni Settanta delle culture antagoniste tornassero a nuotare nel mare fluido del web"

Palazzo Ducale ospita la mostra “Obey fidelity. The art of Shepard Fairey” [FOTO]

Palazzo Ducale ospita dal 4 luglio al 1° novembre la mostra “Obey fidelity. The art of Shepard Fairey”: l’esposizione, a cura di Gianluca Marziani e Stefano Antonelli, prodotta ed organizzata da ‘MetaMorfosi’ in collaborazione con ‘Palazzo Ducale Fondazione per la cultura’, col sostegno della Camera di commercio di Genova, promossa da comune di Genova e Regione Liguria, offre l’occasione di conoscere il lavoro di uno degli street artist più famosi al mondo la cui fama a livello mondiale è legata alla realizzazione del manifesto con l’immagine stilizzata in quadricromia di Barack Obama, dal tiltolo ‘Hope’, divenuto nel 2008 l’icona della campagna elettorale del futuro presidente degli Stati Uniti.

La mostra è un viaggio visivo che incrocia quattro punti tematici, donna, ambiente, pace e cultura, ricreando a palazzo Ducale un’ideale passeggiata nella notte metropolitana: le opere in mostra sono parti organiche della stessa famiglia, una conversazione urbana tra messaggi militanti, visioni pacifiste, passioni solidali; stimola riflessioni sui temi umanitari, sui passaggi esistenziali, sulle utopie sociali, sui valori di giustizia al di sopra delle leggi.

“Il suo messaggio pacifista ed ecologista - spiega Marziani - ci rende piccoli soldati di una nuova militanza, fatta di spazi etici del confronto, di nuovi modelli del vivere, di azioni sane e consapevoli; fate arte al posto della guerra, fate l’amore al posto della guerra, celebrate la bellezza al posto della violenza, denigrate il male con alti dosaggi di consapevolezza morale. É come se gli anni Settanta delle culture antagoniste tornassero a nuotare nel mare fluido del web, come se lo spirito dei nostri paladini freak rivivesse nella politica estetica di un mondo migliore per gente migliore”.

Massimo Bondì

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