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Cronaca | 13 agosto 2020, 10:30

Lungomare Canepa e la riqualificazione: il rischio di finire dentro un cono d’ombra

Con l’inaugurazione del nuovo ponte sul Polcevera i cittadini temono che vadano a farsi benedire tutti i progetti per una mitigazione dell’inquinamento acustico e atmosferico. Il Comitato tiene alta l’attenzione. Un residente scrive un’accorata lettera al sindaco Bucci

Lungomare Canepa e la riqualificazione: il rischio di finire dentro un cono d’ombra

L’aspetto più preoccupante, per i cittadini di lungomare Canepa a Sampierdarena, è che ora, con l’apertura del nuovo ponte sul Polcevera e quindi con un percorso alternativo rispetto ai transiti sotto alle loro abitazioni, tutti i discorsi relativi a un miglioramento dell’assetto urbano vadano a farsi benedire. Non ci sono al momento, né ci saranno a breve, dati che indicano se la situazione sia migliorata o meno, ma in fondo non è nemmeno questo il punto.  

Perché è pur vero che la zona andrebbe messa in sicurezza comunque, che l’inquinamento atmosferico e quello acustico vanno mitigati senza se e senza ma, con o senza nuovo ponte di Genova. Ed è proprio su questo che non ci devono essere più né contrattazioni né ritardi, altrimenti questi malcapitati residenti continueranno a veder scritto il loro destino, tutti i giorni, sotto alle loro finestre: qualche albero piantumato alla bell’e meglio; qualche panchina installata alla bell’e meglio; una strada che da due corsie per senso di marcia è diventata a tre corsie per senso di marcia; un muro di cemento a separare ancora più nettamente città e porto; una galleria fonica inesistente.  

Il Comitato Lungomare Canepa, un gruppo di persone combattive e determinate, guidato da Silvia Giardella, non molla la presa e, anche in agosto, continua giustamente a incalzare l’amministrazione. È la fase più delicata, perché più cala e calerà il traffico su questa arteria, più rischia di calare l’interesse generale e rischiano di andare in fumo, insieme agli scarichi delle marmitte, anche le promesse.  

Nei giorni scorsi un residente, Alberto Simoncini, ha scritto una mail direttamente al sindaco di Genova, Marco Bucci, chiedendo un incontro e continuando a ribadire gli annosi problemi. “Vivo - racconta Simoncini - in un palazzo che dista meno di dieci metri dall’‘autostrada Lungomare Canepa’. Abito in questa casa, anche se con alcuni periodi di assenza, dal 1971 e le confesso che, nonostante la nostra abitazione non sia mai stata un sito particolarmente tranquillo, oggi ogni limite del passato viene abbondantemente superato”. 

Simoncini ricorda le varie vicende: “Il 29 agosto 2016 abbiamo visto nascere il cantiere dei lavori di lungomare Canepa e al momento, a parte il brillante risultato conseguito nel migliorare il traffico, dobbiamo ancora vedere terminare i lavori del cantiere e soprattutto vedere rispettati quei parametri di salute e sicurezza che le nostre residenze meritano di ottenere come tutti i cittadini genovesi. Ad oggi nelle nostre abitazioni possiamo ‘vantare’ un inquinamento che definirei… multiplo”. 

Il traffico veicolare, dalla caduta del ponte Morandi, “ha toccato punte da 17000 veicoli all’ora ed ha comportato quell’inquinamento acustico ed atmosferico che per qualche mese è stato ‘ben rappresentato’ dalle rilevazioni del laboratorio Arpal posizionato in lungomare Canepa. Il 50 per cento delle rilevazioni risultano al di fuori dei parametri della legalità. La linea ferroviaria che scorre davanti alle nostre finestre viene utilizzata quasi esclusivamente da motrici diesel, che purtroppo oltre a produrre fumi di combustione producono anche un notevole inquinamento acustico, dovuto anche alla loro limitata potenza rispetto ai convogli trainati. Le navi ormeggiate sono spesso esempio di fumi di combustione dei motori che ormeggiano o che partono e naturalmente che sostano sempre accesi. Anche gli aerei che partono o atterrano dall’aeroporto ‘Cristoforo Colombo scaricano pure essi nel cielo di lungomare Canepa i fumi dei loro motori. Da anni inoltre riusciamo anche ad essere presenti nell’inquinamento elettromagnetico, generato dai trasmettitori di un traliccio installato esattamente a fianco di lungomare Canepa in prossimità del bacino di Ponte Libia. Volendo, poi, potremmo anche riservare qualche parola ai depositi chimici già presenti nella zona di lungomare Canepa più vicina alla Lanterna”. 

Secondo Simoncini, la cui lettera è stata rilanciata sui social network dal Comitato, “le speranze di riqualificazione, che avevamo riposto nel cantiere di lungomare Canepa, le abbiamo viste svanire per il rispetto delle priorità del traffico, con le scelte sempre orientate al risparmio delle protezioni nei confronti delle abitazioni, alla posa di arbusti più che alberi per costituire una barriera a protezione dall’inquinamento, alla riduzione dei parametri di sicurezza e della salute ai valori minimi, al punto che allo stato attuale vediamo compromesso oltre ai valori delle nostre abitazioni anche la nostra futura condizione di salute. Noi non siamo cittadini di serie B. Siamo cittadini di serie C, C di lungomare Canepa. Ci piacerebbe ritornare anche noi in serie A. Soprattutto abbiamo bisogno di poter tornare a credere che sia possibile vivere nelle nostre abitazioni e nel nostro quartiere, magari potendo aprire anche qualche volta le finestre. Fiducioso di veder accolte le proposte di un gruppo di abitanti sempre educato nel chiedere una reale riqualificazione del nostro lungomare, mi associo alla richiesta di altri cittadini di Sampierdarena per sottoporle la possibilità di esaminare un nuovo e reale progetto di qualificazione”.  

Toc toc: dall’altra parte c’è ancora qualcuno? 

Alberto Bruzzone

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