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Attualità | 11 settembre 2020, 15:53

Verso la conclusione il festival musicale del Mediterraneo a Genova: appuntamento al Castello D'Albertis [FOTO]

Ferrari: "Un viaggio autentico che restituisce la straordinaria bellezza e la duttilità proprie delle espressioni artistiche"

Verso la conclusione il festival musicale del Mediterraneo a Genova: appuntamento al Castello D'Albertis [FOTO]

Si avvia verso la conclusione il festival musicale del Mediterraneo a Genova che ha riscosso fino ad ora un importante sostegno di critica e pubblico: “Un viaggio autentico - spiega il direttore artistico Davide Ferrari – che nel fare rotta attraverso i principali punti cardine della musicologia connotata nelle EuroAmeriche restituisce la straordinaria bellezza e la duttilità proprie delle espressioni artistiche; il messaggio è fortemente simbolico in questo mosaico di concerti dove la componente delle location, come gli altri anni, risulta fondamentale”.

Cornice suggestiva il Castello D’Albertis, sede del Museo delle culture del mondo, per l’evento dedicato all’Amazzonia del 12 settembre alle 20.30 con Virginia Cambuci group, realizzato in collaborazione con Survival; oltre a questo concerto live ci sarà ancora una data in via di definizione esclusivamente in streaming, modalità scelta per accompagnare la kermesse in modo da renderla il più possibile inclusiva, che concluderà il festival.

“È molto importante quest’anno – dice la direttrice del Museo Maria Camilla De Palma - poter ospitare il festival musicale del Mediterraneo dopo tante edizioni in collaborazione segnate anche dalla presenza della sezione sulle musiche dei popoli curata da Echo Art al castello; di estrema rilevanza e coerenza con la nostra mission la tematica affrontata nel corso dell’evento del 12 settembre dato che le collezioni al Museo provengono in gran parte dall’America Latina, ma penso altresì a svariate mostre temporanee a tema che si sono susseguite nel tempo. La presenza di un ospite indio della foresta amazzonica è attinente poi con la nostra prassi d’invitare le popolazioni interessate tra le mura del Museo e a Genova”.

“Non in ultimo – conclude De Palma – la denuncia del dramma in cui stanno vivendo le popolazioni brasiliane devastate anche dagli incendi, oltreché dal covid, ci permette di assolvere davvero ed in pieno al nostro compito: quello di non concepire il Museo come un momento di pura evasione o piacere, ma anche quale strumento di denuncia sociale”.

Massimo Bondì

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