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Politica | 18 febbraio 2021, 17:45

Anagrafe anticomunista al Comune di Genova: la polemica si trasforma in protesta davanti a Palazzo Tursi (VIDEO)

Una delegazione dei manifestanti ha incontrato Bucci per chiedere un passo indietro, ma il sindaco fa melina e invita a presentare un esposto: "L'odg non è contro il Pci, ma contro le cose capitate nei gulag, in Russia o in Cambogia"

Anagrafe anticomunista al Comune di Genova: la polemica si trasforma in protesta davanti a Palazzo Tursi (VIDEO)

E andato in scena come previsto il presidio di protesta contro l'anagrafe anticomunista e antifascista che il Comune di Genova dovrebbe istituire dando seguito a un ordine del giorno recentemente approvato dal Consiglio Comunale.

La mobilitazione, indetta dall'associazione Giuristi Democratici, vuole rimarcare il fatto che una simile presa di posizione istituzionale vuole di cancellare la memoria di coloro che hanno combattuto e si sono sacrificati prima con la Resistenza, lottando contro i fascisti, e poi per la democrazia, con la scelta del Pci di fare fronte contro il terrorismo. 

In piazza per dire no all'equiparazione tra fascismo e comunismo si sono ritrovati i partiti della sinistra, lo sfidante di Toti alle scorse regionali Ferruccio Sansa, Anpi, associazioni e tanti cittadini: assente il Pd, uscito ammaccato da questa vicenda, visto che l'ordine del giorno è passato anche grazie all'astensione dei democratici, costata il posto di capogruppo in Consiglio Comunale a Cristina Lodi, e una forte polemica interna alla forza politica maggiore del centrosinistra.

I manifestanti chiedono all'amministrazione un passo indietro sull'iniziativa sostenendo che una scelta simile sia politicamente inopportuna oltre che anticostituzionale: "Si compie un'operazione che equipara chi ha creato una dittatura con chi l'ha combattuta, il fascismo in Italia e a Genova ha significato violenza e devastazione", si sente dire da più parti in piazza.

Una delegazione dei manifestanti ha incontrato il sindaco Bucci, il quale ha rifiutato un dietrofront sulla questione, sostenendo che una simile decisione esuli dalle sue prerogative, che anzi lo obbligherebbero a dare seguito a un ordine del giorno approvato dal Consiglio Comunale. Il primo cittadino ha invitato i suoi interlocutori a presentare un esposto in Prefettura in cui si evidenzi la supposta incostituzionalità dell'atto, che in effetti il prefetto avrebbe il potere di annullare.

"L'ordine del giorno in questione - sostiene Bucci - non era volto a censurare la storia del Pci, ma a evidenziare la volontà di censurare ciò che è successo in Unione Sovietica con Stalin e i Gulag, oppure con la violenza del regime cambogiano di Pol Pot".

"Noi abbiamo portato all'attenzione del sindaco il fatto che l'unico partito fuori legge in Italia è il partito fascista - ha spiegato il vicepresidente dell'Anpi Loris Viari appena uscito dal confronto con il sindaco -. La nostra costituzione prevede la libertà di associarsi in partiti e movimenti per esercitare la libertà di pensiero, e non ci possono essere discriminazioni in base al pensiero politico, a parte quello fascista. Secondo noi per questo motivo l'ordine del giorno era irricevibile, e ora valuteremo le azioni da porre in essere; confidavamo in un ripensamento da parte del sindaco, che avrebbe ridato credibilità al consiglio Comunale, ma non è arrivato. Sarebbe stato importante perché le maggioranze passano, ma l'istituzione rimane: probabilmente non si rendono conto di questo fatto".

Le voci dei manifestanti di fronte a Palazzo Tursi:

La presa di posizione del sindaco Bucci dopo l'incontro con la delegazione dei dimostranti:

Carlo Ramoino

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