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Attualità | 06 aprile 2021, 14:34

Due lungometraggi e una serie tv sono i progetti della Cima Prod per quest'anno (FOTO)

La produzione appoggerà ed affiancherà il progetto etico ‘Il borgo cohousing’

Due lungometraggi e una serie tv sono i progetti della Cima Prod per quest'anno (FOTO)

Cima Prod srl, la casa di produzioni video chiavarese, ma con un ampio respiro nazionale, prosegue con grande impegno e dedizione i suoi progetti. Ecco che cosa c’è in preparazione per il 2021: oltre al film ‘Il morso del ramarro’, tratto dall’omonimo libro di Valeria Corciolani, ecco anche un altro lungometraggio, dal titolo ‘Il tredicesimo mese’, e una serie tv, dal titolo ‘Dark Town’. ‘Il tredicesimo mese’ è attualmente in fase di preproduzione, e il suo teaser è stato girato a Chiavari nel mese di febbraio.

Quanto a ‘Dark Town’, si tratta di una serie televisiva gialla/thriller genovese, di cui verrà girata la prima puntata a ottobre, e che dovrebbe articolarsi in sei puntate complessive. La società di produzione chiavarese ha appena ultimato le riprese del trailer del film ‘Il morso del ramarro’, il lungometraggio tratto dall’omonimo libro di Valeria Corciolani, big della scrittura gialla ligure e nazionale. Le scene, girate tra Sestri Levante e Chiavari (esterni ed interni), formeranno una specie di “prequel” del film, il cui ciak iniziale è previsto, auspicabilmente e Covid permettendo, nei primi giorni di maggio e dovrebbe avere una durata di circa quattro settimane.

Ma, come intuibile dal titolo, Cima Prod non intende fermarsi al “Ramarro”… sono già in fase di preproduzione altri due lavori: ‘Dark Town’, serie televisiva gialla/thriller genovese, di cui verrà girata la prima puntata - la previsione è ad ottobre -, che dovrebbe articolarsi in sei puntate complessive, e ‘Il tredicesimo mese’ il secondo film in preproduzione, di cui è stato girato il teaser a Chiavari nel mese di febbraio.

‘Dark Town’ nasce nel 2017 dall’idea di Simone Trucco, Valerio Andreani, Massimo Santimone - tre autori legati al mondo dei taxi per motivi professionali e per conoscenze molto approfondite del settore - e Cristina Origone, scrittrice genovese di gialli e thriller. Una serie, già intuibile dal titolo, che vuole immergersi in storie legate al mondo del mistero e del noir e che hanno come protagonista Genova, una città illuminata sicuramente dal fascino del mare e dalle attrattive turistiche, ma che racchiude anche un lato nascosto dal buio dei vicoli e dagli antichi palazzi.

Attraverso le indagini di una giornalista, che utilizzerà proprio i tassisti e il loro lavoro per raccontare storie enigmatiche in un nuovo format televisivo, arriveremo a scoprire una serie di fatti oscuri che porteranno la protagonista a rischiare la sua stessa vita per recuperare nuovi indizi su una persona scomparsa che ha traumatizzato il suo passato. Un’ossessione che la porterà verso verità più grandi di lei.

Genova, con i suoi carruggi, i suoi monumenti, il porto e i suoi segreti, accompagna come coprotagonista tutti i personaggi di ‘Dark Town’ di puntata in puntata con avventure sempre diverse, legate da un unico filo conduttore che coinvolge i personaggi principali. Gli autori, per molte delle situazioni raccontate, si sono ispirati a fatti realmente accaduti nel recente passato, intrecciati sia alla Genova “bene” che alla malavita locale, ma anche ad aneddoti che arrivano direttamente dai tassisti e i loro incontri.

‘Dark Town’ nel corso degli anni si è evoluto grazie a continui miglioramenti della struttura dei personaggi e delle storie. Nel 2019 la collaborazione degli autori con CIMA Prod srl, la casa di produzioni cinematografiche chiavarese, è stata decisiva per promuovere e riprogrammare scelte stilistiche, visive e di contenuti, personalizzando nuove ipotesi, indirizzandole anche ad un pubblico internazionale, ma con un’impronta decisamente ligure in primis e poi italiana.

Il lungometraggio ‘Il tredicesimo mese’ racconta la storia di un imprenditore e di una neurologa che si conoscono ad una simbolica cena dell’ultimo dell’anno e, nel corso dei festeggiamenti, fanno una scommessa surreale: trovare in questa vita il modo per morire riposati e contenti! Ci riusciranno? Commedia grottesca, ma profondamente umana, prende spunto dalla difficoltà, molto occidentale, di incontrare la Morte e di vivere una vita di ben-essere, densa ed appagante, occupati come siamo nelle pre-occupazioni. Abbiamo un diritto-dovere alla Salute, fisica, psichica e mentale, ma quanto ne siamo consapevoli e ce ne occupiamo?

E a un certo punto della nostra vita, “capita di avere un appuntamento con il nostro limite: possiamo non andarci, non volerlo vedere oppure andarci e guardarlo bene negli occhi”, come dice Chavez. I nostri due protagonisti ci vanno, oltrepassando bugie rassicuranti e verità scomode. E scoprono che a volte, quando pensiamo di essere in un posto buio in cui abbiamo paura di restare sepolti, siamo invece piantati nella parte più profonda delle nostre radici. E da lì comincia la salita, che affronta e oltrepassa anche la più temibile delle paure: il non esistere più.

La frase finale di Mandela suggerisce che è il percorso di ogni essere umano, a qualunque latitudine: “Death is something inevitable. When a man has done what he considers to be his duty to his people and his country, he can rest in peace”, La morte è inevitabile. Quando un uomo ha compiuto quello che ritiene essere il suo dovere nei confronti della sua gente e del suo paese, può riposare in pace” Nelson Mandela 1996 Hamba Kahle Tata.

Il film in preproduzione, il cui soggetto è in fase finale, segue il percorso e i Core Value del BNI - Business Networking International - fondato nel 1985 da Ivan Misner, che mette imprenditori e professionisti al centro di un globale progetto professionale umano, etico e sociale. “Lavorare, cambiando il modo in cui il mondo fa business” è la tagline. Verrà girato tra la Liguria, il Friuli Venezia Giulia, la Sicilia e, presumibilmente, una quarta regione italiana, che sarà scelta fra le proposte giunte.

La produzione appoggerà ed affiancherà il progetto etico ‘Il borgo cohousing’ proprio sul tema di una salute e di una morte “accompagnata” e più possibile dignitosa e rispettosa, che sorgerà nella provincia di Pordenone e che Viviana Cadamuro sta portando avanti da tempo con caparbia determinazione.

Comunicato stampa

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