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Politica | 08 aprile 2021, 17:23

Viadotto Bisagno, il cantiere va messo in sicurezza: passa l’odg a Palazzo Tursi

Approvato all’unanimità il documento proposto dal Partito Democratico e dal Movimento 5 Stelle: si chiede che vengano reperite le risorse per il trasferimento degli abitanti, oltre all’avvio di una commissione urgente

Viadotto Bisagno, il cantiere va messo in sicurezza: passa l’odg a Palazzo Tursi

Approvato all’unanimità l’ordine del giorno presentato dai gruppi consiliari Pd e M5S che hanno unito le forze per chiedere al comune di Genova d’intraprendere delle azioni nei confronti di Autostrade affinché metta in sicurezza il cantiere del viadotto Bisagno e vengano reperite le risorse per il trasferimento degli abitanti, oltre all’avvio di una commissione urgente per coinvolgere il Consiglio comunale nel percorso.

È tornato in sala rossa - dopo la risposta dell'assessore Piciocchi alle interrogazioni della scorsa settimana dei consiglieri Guido Grillo (FI) e Stefano Giordano (M5S) - il caso del ponte dell’A12 e delle ventinove famiglie residenti in salita delle Gavette che chiedono un trasferimento definitivo, visto che dal ponte piove di tutto e temono per la loro sicurezza. Sono tante e diverse le questioni aperte e che nell’ordine del giorno - risultato della sintesi di due documenti, una mozione ed un ordine del giorno, primi firmatari Cristina Lodi (Pd) e Stefano Giordano (M5S) - vengono elencate, a partire dalle lamentele delle famiglie che dal 2019 denunciavano con foto e video lo stato di degrado del ponte, passando ai tempi del cantiere per la messa in sicurezza avviato due anni fa ma i cui lavori ad oggi scrivono nel documento: “Sono risultati essere solo il montaggio dei ponteggi sui primi tre piloni”.

I gruppi consiliari Pd e M5S chiedono inoltre al Comune “di farsi parte attiva con Regione presso Aspi affinché, ai sensi del Pris (Programma regionale d’intervento strategico), vengano reperite da Aspi stessa le risorse per trasferimenti, nuove case ed indennizzi per gli abitanti delle Gavette che dopo calcinacci e detriti hanno visto volare sulle loro case passerelle di ferro di oltre venti chili cadute dal cantiere da un’altezza di 75 metri; un incidente che ha portato Aspi a bloccare i lavori in attesa d’accertamenti e ha chiesto l’intervento di Rina Consulting per misurare il disagio delle famiglie e delle attività commerciali della zona.

La caduta delle passerelle ha infatti acuito un malessere già evidente tra gli abitanti portandoli a scrivere una lettera aperta alle istituzioni per chiedere il trasferimento definitivo in altre abitazioni e non un indennizzo: “Per i residenti nelle palazzine poste direttamente sotto il viadotto un indennizzo non sarebbe sufficiente in quanto non annullerebbe il rischio” scrivono nell’ordine del giorno i due gruppi consiliari facendosi portavoce della richiesta del Comitato degli abitanti di salita delle Gavette. Una strada percorribile, secondo i firmatari del documento, attraverso “lo strumento regionale del Pris che può definire l’assegnazione di nuovi alloggi o decidere l’assegnazione di risorse ai proprietari/residenti affinché gli stessi possano acquistare un’altra casa o stabilire indennizzi con risorse messe in campo da Società Autostrade”.

Rosangela Urso

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