/ Attualità

Attualità | 12 aprile 2021, 19:07

Nipote trova uno scatolone con i preziosi ricordi di guerra del nonno

Giacomo Pasquale, nato nel 1882, fu testimone della caduta dell’aereo di Francesco Baracca e di due guerre. Nello scrigno del discendente Roberto, ecco narrata la storia italiana di due secoli

Nipote trova uno scatolone con i preziosi ricordi di guerra del nonno

Dalla scoperta di un vecchio scatolone dimenticato è emersa una parte di storia italiana a cavallo tra il 1800 e il 1900. Ad effettuarla di recente, nella sua casa di Sampierdarena, tra stupore e commozione, Roberto Pasquale, che si è così trovato davanti ad una grande quantità di documenti, foto e ad un diario puntiglioso, tutto datato anche oltre un secolo, di nonno Giacomo, nato il 16 settembre 1882 a Serravalle Scrivia in provincia di Alessandria, e testimone quindi di eventi italiani passati alla storia, come la disfatta di Caporetto, la caduta dell'aereo in fiamme di Francesco Baracca, il fronte della prima guerra mondiale.

Dopo aver esaminato a lungo quella sorta di reperti storici, ha deciso di catalogarli, rilegarli quasi in un libro destinato a diventare testo di storia recente italiana. Roberto, pensionato, ex capo contabile delle allora acciaierie Ilva, è ora molto attivo nel volontariato, facendo parte dell’Associazione Nazionale Carabinieri di Sampierdarena e tra gli addetti all’apertura di Villa Scassi e di Protezione Civile. Giacomo, emerge dalle memorie, è nato in località Catorba, Serravalle Scrivia e, curioso particolare, amava una cappelletta in muratura eretta nel posto in onore della Madonna della gatta orba, in quanto nella statua la Vergine tiene in braccio una gattina ceca.

“Mio nonno - racconta il nipote sampierdarenese - ha iniziato però a lavorare a Genova a 17 anni presso le cantine Giavotto, sotto i portici dell’Accademia, in pieno centro. Si era trasferito a Genova dal Basso Piemonte per lavoro, in quanto era ben conosciuto dai Giavotto, che avevano casa a Serravalle oltre a una grande cascina dove producevano vari tipi di generi alimentari e dove peraltro andava anche a pranzo, invitato da loro, abbastanza spesso. Per questo gli fu affidato il locale genovese, accanto al Teatro Carlo Felice. E per questo mio nonno conobbe molto bene il grande musicista Giuseppe Verdi, che si recava nel locale dopo le sue opere liriche. Lui scrive che il maestro era solito gustare sempre un bicchiere di Malvasia dalla botticella piccola che era sul bancone”.

Giacomo Pasquale narra poi di aver vissuto la disfatta di Caporetto e la tragedia del fascismo. Ma soprattutto è stato testimone e protagonista di due guerre quando, durante la prima, sfiorò la morte. “Il 22 giugno 1918 - riferisce Roberto - mentre stava collegando insieme a un altro soldato le linee telefoniche delle trincee, a pochissima distanza da loro due esplose una granata nemica. Nonno fu ferito gravemente alla schiena, ma nonostante il dolore riuscì a salvare l’altro militare sepolto dalla terra. Scavando a mani nude gliela tolse dal viso per permettergli di respirare. Lo fece con le ultime forze che aveva e subito dopo svenne. Purtroppo non ebbe la medaglia d’argento che meritava per una clamorosa svista o errore o altro, in quanto non gli venne attribuito questo eroico gesto”.

Nelle pagine del diario c’è poi il racconto della caduta dell’aereo dell’asso dell’aviazione Francesco Baracca, dopo aver abbattuto tanti velivoli avversari. Precipitò praticamente davanti agli occhi di diversi militari, compreso appunto Giacomo Pasquale. Non si riuscì però a recuperare il motore dell’aereo, nelle linee nemiche, perché il tentativo avrebbe provocato la morte di chi tentava il recupero. Giacomo, nonostante una vita passata tra mille difficoltà e momenti difficili, aveva tempra forte. Chiuse infatti gli occhi per sempre a 102 anni.

Dino Frambati

Google News Ricevi le nostre ultime notizie da Google News SEGUICI

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium