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Municipio Valpolcevera | 16 aprile 2021, 10:35

Elena Botto, senatrice del 5 Stelle: “Niente tasse agli autotrasportatori danneggiati dal crollo del Morandi”

Il governo provveda, invoca la parlamentare, e aiuti le aziende al collasso con la leva fiscale. Ed ha presentato un emendamento al Decreto Sostegni chiedendo di non applicare imposte ai danneggiati dal tragico evento

Elena Botto, senatrice del 5 Stelle ponte morandi

“Al crollo del ponte Morandi, si è sommata la doverosa revisione dei tratti autostradali liguri che ha però comportato ulteriori e prolungati disagi tuttora non risolti. Disagi che alle aziende di autotrasporto hanno causato un sensibile aggravio in termini di produttività, tempi e costi. A maggior ragione, dunque, è vitale che questo Governo non ignori le richieste di una delle categorie che maggiormente ha contribuito a garantire il funzionamento del sistema paese, soprattutto durante la crisi sanitaria: non dimentichiamo, infatti, che il loro settore è stato fondamentale per garantire i servizi essenziali nei mesi del lockdown”.

È una difesa determinata e convinta dei trasportatori quella della senatrice del Movimento 5 Stelle, Elena Botto, genovese e quindi ben consapevole dei problemi sotto la Lanterna, dove il crollo del Morandi e poi la pandemia hanno disastrato la comunità genovese. E per questo è passata dalle parole ai fatti e ha presentato a Palazzo Madama quello che definisce “un importante emendamento al Decreto Sostegni volto a chiarire una volta per tutte l’interpretazione da dare ai fini fiscali sui sostegni ricevuti dagli autotrasportatori per i danni subiti in seguito al crollo del Ponte Morandi”.

Il nodo autostradale di Genova è a pezzi, insiste la senatrice, e spetta dunque al Governo, in un momento dove i problemi si sono persino accavallati, “con la legislazione che giustamente vige nel settore dell’autotrasporto, trovare una soluzione per ristorare, con misure giuste ed eque, l’aggravio di costi e la notevolissima diminuzione di profitto subita dagli autotrasportatori”.

“La proposta emendativa - precisa e sottolinea l’esponente pentastellata - punta a rimediare a un inconveniente di tipo normativo-interpretativo che si è posto a seguito del percepimento dei ristori da parte degli autotrasportatori colpiti da disagi logistici: l’impossibilità di attraversamento del Ponte Morandi e la conseguente forzata percorrenza di tratti autostradali e stradali aggiuntivi rispetto ai normali percorsi solcati, ha generato per questa categoria una significativa maggiorazione delle spese”.

Ma, rileva la Botto, particolare non da poco, “per gli enti di riscossione dei tributi, però, le provvidenze ricevute possono essere tassate”. Motivo per cui si è fatta parte diligente di presentare l’emendamento per “consentire - puntualizza - che il quantum del ristoro rimanga nella sua integralità nelle ‘tasche’ delle imprese dell’autotrasporto”.

“Si rende necessario colmare un ‘vuoto normativo’ mediante un intervento che escluda questi contributi dalla concorrenza alla formazione del reddito. I ristori non possono risultare oggetto di iniquo dimezzamento essendo ben lontani dal poter essere riconosciuti come ricavi”, puntualizza Elena Botto, precisando ancora come si tratti di “misura di equità”. Ed invita ad essere coesi e compatti nel sostenere la sua “battaglia politica in tal senso, di giustizia e chiarezza nei confronti degli imprenditori dell’autotrasporto”, sia il Movimento 5 Stelle cui appartiene, che la restante parte dell’attuale maggioranza.

Dino Frambati

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