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Cronaca | 15 maggio 2021, 11:53

Il Ponte Don Acciai riaprirà la settimana prossima a senso unico

Mercoledì sono terminate le prove di carico: tra qualche giorno sarà possibile procedere verso via Napoli per chi proviene da via Bari

Il Ponte Don Acciai riaprirà la settimana prossima a senso unico

Il conto alla rovescia è oramai agli sgoccioli: tra pochissimi giorni sarà possibile percorrere il Ponte Don Acciai, nel quartiere del Lagaccio, in direzione di via Napoli per chi proviene da via Bari (quindi da ponente verso levante). 

Mercoledì scorso sono terminate le prove di carico, le quali determinano la deformazione massima sotto carico e la percentuale di deformazione residua dopo la rimozione del carico stesso. Il ponte Acciai è stato sottoposto a un carico equivalente a quello massimo previsto dal progetto (compresa la quota parte dovuta all’effetto dinamico): sono così riprodotte le combinazioni di carico che sottopongono la struttura alle più gravose sollecitazioni. 

Il nuovo ponte ha una campata continua a struttura mista in acciaio-calcestruzzo tra le porzioni di impalcato mantenute in opera. Le fondazioni della nuova opera sono costituite da micropali lunghi 30 metri, sormontati da un plinto di fondazione con basamenti in cemento armato che costituiscono la base delle pile e ne permettono il collegamento alla fondazione stessa. Le pile metalliche sono costituite da otto fusti curvilinei con sezione ad H, collegati tra loro da traversi saldati in opera. 

L’impalcato è composto da quattro travi con sezione a doppio T ad altezza costante tra le pile e variabile nelle porzioni laterali, in modo tale da meglio raccordarsi con la struttura esistente. Le travi sono collegate tra loro da traversi reticolari. Conclude la struttura una soletta gettata in opera su lastre metalliche tralicciate autoportanti, saldate sulle travi principali. 

Il progetto di consolidamento del ponte Don Acciai ha comportato la demolizione delle tre campate e delle due pile centrali ammalorate, lasciando in opera le pile di estremità e le porzioni di impalcato a ridosso di via Napoli e via Bari, nonché la realizzazione di una struttura a telaio in carpenteria metallica (acciaio corten) al posto delle due pile preesistenti. 

In precedenza, era stata portata a termine l’opera di demolizione. L’affidamento dei lavori era avvenuto con procedura aperta. Ad aggiudicarseli era stata la Italscavi, impresa con sede a Scandicci (Firenze). La demolizione vera e propria del ponte aveva seguito le attività svolte in precedenza di spostamento e ricollocazione dei sottoservizi - l’ultima delle quali completata con l’apertura del nuovo bypass dell’acquedotto - e quelle finali di scarifica del manto di asfalto e smontaggio delle ringhiere, oltre che dell’impianto di illuminazione pubblica. La costruzione del ponte, che collega via Bari a via Napoli e più in generale i quartieri di San Teodoro, Oregina e Lagaccio, risale alla metà degli anni Settanta, qualche anno dopo la realizzazione della tombinatura del Rio Lagaccio e il tombamento del bacino idrico artificiale con la demolizione della relativa diga. Adesso manca davvero poco tempo per il completo ritorno alla normalità, così che il quartiere e l’intera cittadinanza torneranno ad avere a disposizione l’importante infrastruttura. 

Redazione

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