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Attualità | 10 giugno 2021, 17:17

Pegli, l’Avvocatura di Tursi raccomanda: via i paletti dalla Piana Pallavicini

Secondo il comune di Genova, che cita il Codice della strada, deve prevalere il principio della fluidità del traffico; ma è difficile attivare un percorso a ritroso e così i parcheggi dovrebbero restare privati

Pegli, l’Avvocatura di Tursi raccomanda: via i paletti dalla Piana Pallavicini

Mentre le operazioni di palettatura di via Longo proseguono, arriva una notizia che, per quanto riguarda la Piana Pallavicini a Pegli, rischia nuovamente di sparigliare tutte le carte: l’Avvocatura del comune di Genova infatti ha espresso il proprio parere sulla questione e il testo è pervenuto alla consigliera comunale del Partito Democratico Cristina Lodi che ne aveva fatto specifica richiesta e che è tra quelle che più si sono impegnate su questo fronte, dove la proprietà privata incontra l’usufrutto pubblico e dove prendere qualsiasi decisione in punto di diritto appare quanto mai difficile. Qualche giorno fa ‘La Voce di Genova’ dava notizia dei nuovi paletti di fronte al civico 10 di via Longo: le operazioni stanno andando avanti e sono in dirittura d’arrivo, così che la strada è tutta ‘invasa’ da queste nuove installazioni, che sono per giunta molto pericolose, sia per i pedoni che per gli automobilisti e soprattutto per i motociclisti.

Sulla Piana Pallavicini quel dedalo di strade, che comprende via della Maona, via Longo, via Garelli e via Diciotto Fanciulli, i parcheggi continuano ad essere privatizzati; ne rimangono solamente pochissimi con le strisce bianche e chissà quanto dureranno. Peccato che per oltre cinquant’anni qui s'è potuto posteggiare liberamente ed è proprio con questa motivazione che i residenti continuano a dare battaglia e molti sono restii a pagare qualsiasi forma di affitto alla proprietà. Per Palazzo Tursi s’era interessato al tema prima l’assessorato alla Mobilità coordinato da Matteo Campora, poi il fascicolo è passato all’assessorato agli Affari legali che è coordinato invece da Lorenza Rosso: nessun passo in avanti è stato compiuto, ma i paletti sono comparsi a più riprese.

Ora a scrivere a Lodi è Edda Odone, direttrice dell’Avvocatura e vicesegretaria generale del comune di Genova; secondo la dirigente di Palazzo Tursi nelle vie in questione “potrebbe costituire un intralcio la presenza di paletti e catenelle a delimitazione dei parcheggi laterali soprattutto dove questi si susseguono”. Quindi “s’è convenuto di procedere ad un approfondimento dell’istruttoria, in parte già effettuata prima dell’ottobre 2018, con riguardo alla previa individuazione dei soggetti proprietari che dispongono degli usi esclusivi degli stalli laterali alle strade in questione, per valutare quantomeno la possibilità di revocare le autorizzazioni alla delimitazione degli stessi, eliminando i presidi che intralciano e intervenendo anche sui passi carrabili, e agendo nell’ambito del potere di disciplina della circolazione stradale, che dev’essere improntata a criteri di fluidità e sicurezza del traffico”.

In pratica secondo il comune di Genova i parcheggi, pur restando privati, non possono essere delimitati da paletti, in quanto sono troppo pericolosi. Peccato che siano stati installati soltanto pochissimi giorni fa, senza alcun tipo di autorizzazione da parte dell’ente pubblico. Davvero in una strada che è classificata come vicinale, e quindi d’interesse pubblico, il privato può fare tutto ciò che gli pare? Sembrerebbe proprio di no e infatti la volontà dell’amministrazione comunale è quella di mettere un po’ d’ordine.

“In punto di diritto - prosegue Odone - si osserva che la disciplina della circolazione, nelle strade vicinali, spetta al Comune, ai sensi dell’articolo 14 del Codice della strada. E, nel caso di specie, essa risulta oggetto di un’ordinanza che risale al 1990. Tale ordinanza potrebbe quindi essere attualizzata, al termine della nuova istruttoria, che tenga conto delle sempre maggiori criticità segnalate dai cittadini”. L’Avvocatura di Tursi riconosce che “la tematica presenta, sotto il profilo giuridico, un certo margine di opinabilità, laddove pone il tema dell’estensione dell’uso pubblico nelle strade vicinali: la questione è se l’uso pubblico operi o no sull’intera estensione dell’area stradale, comprese le parti laterali ove avviene la sosta e/o il parcheggio dei veicoli”.

E cita la sentenza n. 2457/2019 in una controversia in cui è coinvolto anche il Comune e che riguarda alcuni parcheggi siti in via Diciotto Fanciulli: “La causa è stata risolta a favore della tesi del Comune sulla scorta del principio secondo cui nella nozione di strada rientrano la banchina laterale e il marciapiede, quali componenti del sistema viario destinato alla circolazione e che, quindi, le soste laterali non potrebbero essere sottratte all’uso pubblico; la citata sentenza però non è divenuta definitiva essendo ancora appellabile”. Quindi è difficile attivare una retromarcia rispetto alla privatizzazione: sarebbe complicato ora per l’amministrazione “procedere con un atto autoritativo che azzeri la situazione dei parcheggi in uso esclusivo ai privati, considerato da un lato l’affidamento che si è venuto a determinare in capo ai privati che sono stati autorizzati ad utilizzare in via esclusiva i parcheggi disponendo degli stessi a favore anche di terzi soggetti , e dall’altro il tempo decorso, oltre tre anni, che ha consolidato detta situazione rendendo più difficile attivare un percorso a ritroso”.

È quindi facile immaginare che i parcheggi resteranno privati ma che verrà imposta la rimozione dei paletti: questo sembra l’indirizzo conclusivo, al netto però di ulteriori colpi di scena.

Alberto Bruzzone

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