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Municipio Bassa Valbisagno | 11 giugno 2021, 11:00

Ex mercato di corso Sardegna: fuori il Civ, arriva la Coop nella media struttura di vendita

Delusione da parte di Solferino: “Nessuna delle nostre richieste è stata ascoltata”. Possibile una nuova trattativa con i privati, perplesso il Centro Integrato di Via: "Su quali base verrà fatta? Se si parte dagli stessi prezzi, per noi è insostenibile"

Ex mercato di corso Sardegna: fuori il Civ, arriva la Coop nella media struttura di vendita

Rimangono sempre fuori dall’area dell’ex mercato di corso Sardegna i commercianti del Civ. Le aperture promesse non ci sono state e i costi rimangono “insostenibili” e nella media struttura di vendita si insedierà la Coop: “Nessuna delle nostre richieste è stata accolta”, commenta amaro Umberto Solferino, presidente del Civ di corso Sardegna, dopo la Commissione Comunale sul tema, che sull’insediamento della Coop aggiunge: “Chiediamo di far capire da dove nasce questa scelta di indirizzare alla Coop lo spazio, ci risulta una scelta poco chiara, non sappiamo nemmeno quale sia la Coop che si trasferirà qui”.

Una scelta che va nella direzione opposta di quanto chiesto in tutti questi anni dal territorio: “Il Municipio e il Civ avrebbero puntato sul trasferimento del vicino Conad, consapevoli che questo non avrebbe cambiato gli equilibri della zona. Mentre l’arrivo di un nuovo supermercato rischia di far chiudere altre attività”, fra l’altro uno dei motivi per cui il territorio spingeva per un trasferimento del Conad era anche la posizione in cui il supermercato si trova: sotto il livello della strada e a rischio allagamenti. Il passaggio nell’area ne avrebbe migliorato la condizione “ma la sua proposta non è stata accolta”, spiega Solerino.

Cristina Lodi consigliera comunale Pd, che ha presentato in Consiglio Comunale come altri consiglieri mozioni e interrogazioni sull’esclusione dei commercianti del Civ dall’area, a margine della commissione tuona: “I commercianti sono stati lasciati soli e non è stato fatto nulla per garantire un loro progressivo inserimento nell'area. E ora è troppo tardi perché siamo a un punto di contrattazione avanzato e sono già state fatte altre proposte ad attività non del territorio. Siamo a giugno e l'unica speranza è che ci sia un passo indietro”.

Perplesso per quanto sta avvenendo nell’area dell’ex mercato, per quanto riguarda l’assegnazione degli spazi commerciali anche il presidente del Municipio della Bassa Valbisagno, Massimo Ferrante, da sempre vicino al Civ e alle loro richieste, che durante il suo intervento in commissione comunale, in cui sottolinea come il Municipio non sia mai stato coinvolto nelle scelte dell’amministrazione “neanche per un parere”, si sbilancia in un’analisi più profonda: “Stiamo storpiando il nostro lessico commerciale e sociale creando piccole e medie strutture anonime. Massacrare le botteghe storiche che sono sopravvissute ad alluvioni e crisi, e che sono la ricchezza del tessuto commerciale ed economico italiano, anche nell’attrazione dei turisti, perché una peculiarità nostra, non va bene. Ci vuole più attenzione nei confronti del piccolo commercio”.

E visto che ormai il dado sembra tratto, fa una proposta: “Quello che chiedo ora all’amministrazione, è di creare un tavolo di confronto in cui inserire il Civ e i nuovi protagonisti che dovranno entrare nell’area per creare un dialogo e non far entrare realtà troppo in conflitto con chi è fuori. Se no il rischio è di avere un’area che vive dentro, ma si desertica fuori, distruggendo unità di vicinato e piccolo commercio”.

Intanto nell’area, come raccontato dall’assessore ai Lavori Pubblici, Pietro Piciocchi, i lavori proseguono a pieno ritmo secondo il crono programma e “a ottobre l’area dovrebbe essere consegnata”. Mentre l’assessora al commercio Paola Bordilli ha detto che l’amministrazione sarebbe venuta in contro ai commercianti del Civ subentrati nell’area con sgravi fiscali. Ma il problema purtroppo per i commercianti sono i costi per accedere agli spazi, l’intervento da loro richiesto era su questo capitolo. Ora una possibile nuova trattativa con i privati potrebbe aprire degli scenari ma: “Su quali basi verrà fatta?”, si domanda Solferino. “Se il privato apre una trattativa sulla base degli stessi prezzi per noi e insostenibile. Neanche con un 20 per cento in meno saremmo in grado di sostenere le spese. Purtroppo l’amministrazione finora non ha fatto nulla e non credo possa fare qualcosa: orami è troppo tardi”, è la conclusione che non si aspettava.

Rosangela Urso

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