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Cultura | 14 giugno 2021, 18:28

Manuel Bova: “I nonni: un libro di storia, ma più figo”

L’autore di ‘Diario di un isolato’ torna in libreria con ‘I miei nonni sono fidanzati’ (Edizioni Alter Erebus). Venticinque racconti, di cui sei inediti, dedicati ai suoi nonni Gianpaolo e Dezi. Una storia d’amore lunga 60 anni fatta di giornate rocambolesche, frittate non proprio perfette e pillole dimenticate

Manuel Bova: “I nonni: un libro di storia, ma più figo”

Giornate rocambolesche, lettere d’amore e frittate non proprio perfette. La quotidianità, fatta di avventure e disavventure, dei nonni di Manuel Bova diventa un libro di racconti, ‘I miei nonni sono fidanzati’ (Edizioni Alter Erebus), uscito da pochissimi giorni e acquistabile online sul sito della casa editrice (https://www.altererebus.com/nonnifidanzati): “Un inno all’amore e a due persone che stanno insieme da 60 anni”, spiega l’autore. Una storia che mette da parte cuoricini e frasi sdolcinate ma è fatta di quotidianità e concretezza, di uova lanciate e pillole dimenticate: “Perché i miei nonni si amano così - dice Bova - Non c’è l’amore convenzionale tra queste pagine ma c’è un amore vero e onesto fatto di due persone che non sopportano di stare lontane e a volte non sopportano nemmeno di stare troppo vicine”. 

Si tratta del secondo libro di Manuel, ingegnere, istruttore di Pilates, attore e scrittore nel tempo libero e che arriva dopo ‘Diario di un isolato’, scritto durante il primo lockdown. E anche questa volta tutto è nato per caso, quando Manuel inizia a raccontare settimanalmente sulla sua pagina Facebook (‘Manuel Bova autore’, che in un anno ha raccolto 9 mila follower) la quotidianità dei suoi nonni materni Gianpaolo e Dezi, rispettivamente di 90 e 83 anni. Visto il successo, ha deciso di raccoglierli in un libro che contiene le diciannove storie pubblicate su Facebook, a cui se ne aggiungono sei inedite, arricchite dalle illustrazioni di Andrea Modugno

Racconti ironici e a tratti commoventi: “Da quella volta che si sono persi al parcheggio del supermercato e non trovavano più neanche la macchina, a quella in cui mia nonna ha tirato un uovo in faccia a mio nonno mentre litigavano su come girare la frittata nella padella. O quando mio nonno per far pace con mia nonna gli ha scritto una lettera, che ha voluto che le leggessi io, in cui ripercorre la loro storia a partire da quando si sono incontrati, ma in cui l’ha descritta come ‘bassa di statura’ e lei non ha gradito: riescono a rendere tutto tragicomico”. 

Sono le storie di tutti, di quella quotidianità che abbandona le frasi fatte, ma vive di gesti concreti, di battibecchi che sfociano in una risata, soprattutto se visti dall’interno e con il senno di poi. Perché i nonni, “sono un patrimonio”, dice senza esitazione Manuel, che a 38 anni e quattro nonni ancora vivi a cui chiedere ricordi si ritiene fortunato. “Dobbiamo riscoprirli di più, perché sono un libro di storia, ma più figo. Secondo me è molto interessante fare una chiacchierata con chi può raccontare un mondo che tu fatichi anche solo a immaginare, e noi possiamo arricchire loro con quello che sappiamo noi”. 

E intanto, conclusa questa storia nel cassetto, ha già pronto un altro libro: “Questa volta non sarà frutto del caso”, promette. Infatti la trama è già chiara e anche i personaggi sono tracciati, manca solo l’editore e la decisione di rendere pubblico quello che “sarà un romanzo, scritto nel mio stile, con frasi molto brevi e scorrevole. Un libro in cui credo molto, ma che ora non sono pronto a far uscire. Sto aspettando il momento giusto”.

Rosangela Urso

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