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Municipio Centro Ovest | 16 luglio 2021, 12:45

L'addio di Monsignor Carlo Canepa alla vita terrena, la Chiesa di Genova piange una delle sue figure più rappresentative

Era vicario a Sampierdarena, parroco alla chiesa della Cella: delegazione in lutto. Il presidente Colnaghi: “Difficile trovare un’altra persona come lui”. I funerali domani in Cattedrale. Don Matteo, suo vice parroco per 13 anni: “Ci univa l’amore per la Santa Liturgia”

Monsignor Carlo Canepa

Monsignor Carlo Canepa

Un grande uomo, un prete straordinario, una persona di Fede profonda e intelligente. Questo era monsignor Carlo Canepa, che ci ha lasciato alle 23,20 del 15 luglio, giorno del suo 77esimo compleanno che ha coinciso, per strano effetto destino, con la sua data Omega.

Era vicario di Sampierdarena e parroco alla storica chiesa della Cella. Con lui se ne va un altro pezzo della storia della Chiesa di Genova. Stimato ed apprezzato da tutti gli arcivescovi che si sono succeduti sotto la Lanterna, monsignor Canepa era soprattutto amato dalla gente. La sua porta era aperta a tutti e per tutti aveva parole di comprensione e dava consigli di grande spessore.

Faceva parte di quella Chiesa genovese che ha avuto grande vigore sotto la figura del cardinale Giuseppe Siri, e proprio da Siri venne ordinato sacerdote il 1° marzo 1969. Carità ed altruismo le linee conduttrici della sua attività sacerdotale, che dimostrava con fatti concreti, distribuendo pacchi attraverso il centro di accoglienza che la San Vincenzo De’ Paoli gestisce nei locali della chiesa di via Giovanetti, dove talvolta aiutava anche economicamente chi era in difficoltà. Con discrezione, senza averlo mai detto ma per testimonianza diretta degli interessati.

Busalla, dove era nato, gli aveva conferito la cittadinanza onoraria; Sampierdarena lo ha amato e lo piange. Da oltre un anno era malato, ma aveva continuato la sua attività di prete e parroco anche mentre tentava di curarsi e le terapie spesso erano pesanti. Il pomeriggio prima della sua morte molti fedeli avevano partecipato a un Rosario, recitato proprio per invocare la salute di quello comunemente conosciuto come don Carlo.

Lo ricorda con commozione don Matteo Pescetto, ora parroco di San Pio X, ma vice parroco di Canepa per 13 anni, che risponde da Oropa dove guida in pellegrinaggio un gruppo di fedeli. “Eravamo in due, lavoravamo per quattro. Per passione. Era instancabile, avendo 11 parrocchie in amministrazione oltre a essere cerimoniere dell’Arcivescovo. Avevamo grande sintonia, uniti dall’amore per la santa Liturgia. Lo conobbi a Busalla quando avevo 4 anni e lui era parroco del luogo. Lo portammo con papà a dire messa alla cappelletta di Pianetto, sopra Savignone. Episodio che lui mi ricordò quando divenni suo vice parroco”.

Per Michele Colnaghi, presidente del Municipio Centro Ovest, “era un punto di riferimento per tutti, ma soprattutto per i bisognosi, mancherà a tutti, Sarà difficile trovare una persona di altrettanto spessore e carisma. La sua scomparsa è notizia tragica anche se non del tutto inaspettata”.

E che monsignor Canepa partecipasse attivamente e spesso all’attività dell’Associazione Nazionale Carabinieri di Sampierdarena lo ricorda il presidente Orazio Messina, luogotenente dell’Arma ora in congedo: “I rapporti con lui erano intensi e profondi. Partecipava spesso ai nostri eventi. Ma il ricordo più bello è quando ero in missione a Nassiriya e arrivò un capitano dell’Esercito da Busalla che mi portò i saluti di don Carlo e l’assicurazione di una preghiera per quella difficile situazione. Rimasi colpito del suo pensiero verso chi operava in condizioni non facili”.

Fabrizio Maranini, consigliere in Municipio, amico del sacerdote e primo ad annunciarne la scomparsa, nella notte, sottolinea come la morte del sacerdote sia una grande, incolmabile perdita per la comunità.

I funerali domattina in Cattedrale alle 11, celebrerà l’arcivescovo Marco Tasca. Stasera invece Rosario presso la chiesa Santa Maria della Cella alle 17, dov’è allestita la camera ardente. Alle 20,30 veglia di preghiera nella stessa chiesa e in contemporanea Rosario pure a Busalla, nella chiesa di San Giorgio. La salma sarà tumulata a Marmassana, nel comune di Isola del Cantone, in Val Vobbia.

Dino Frambati

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