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Cronaca | 21 luglio 2021, 15:39

Ex Ilva, sospesi senza stipendio anche i lavoratori del reparto magazzino spedizioni

L'azienda comunica la messa in libertà causata "dall'indebito picchettaggio dei lavoratori" e di essere "impossibilitata a ricevere la prestazione lavorativa del personale addetto al reparto Magazzino Spedizioni"

Ex Ilva, sospesi senza stipendio anche i lavoratori del reparto magazzino spedizioni

"Con la presente si comunica che l'indebito c.d. 'picchettaggio', anche di lavoratori
estranei all'azienda presso i varchi di ingresso dello stabilimento, impedisce l'attività di movimentazione in ingresso e in uscita dei prodotti e componenti necessari alla produzione.

Per tali ragioni, la scrivente è impossibilitata a ricevere la prestazione lavorativa del personale addetto al reparto Magazzino Spedizioni. Pertanto, nostro malgrado, il personale occupato nel reparto innanzi citato è messo in libertà dalle ore 15.00 odierne per i turni successivi interessati dal blocco delle portinerie, fino alle ore 23.00.Per gli stessi l'azienda richiederà la Cassa Integrazione Guadagni Ordinaria
".

Lo scrive il direttore del personale di Acciaierie d'Italia, l'azienda proprietaria dello stabilimento di Cornigliano, dove da ieri è in corso uno sciopero dei lavoratori per un'ora al giorno fino al 29 luglio.
 
Questa mattina una quindicina di operai dei reparti ricottura e stagnatura erano stati messi in libertà, ovvero sospesi senza stipendio fino al termine del turno. (QUI) I lavoratori, insieme ai sindacati avevano deciso di continuare la protesta e nel pomeriggio è arrivata la reazione dell'azienda che ha messo in libertà anche i lavoratori del reparto magazzino spedizione prodotti perché l'azienda è "impossibilitata a ricevere la prestazione lavorativa del personale addetto".

Nel frattempo, il responsabile per la sicurezza per la Cgil Armando Palombo ha accusato l'azienda "Abbiamo elementi tecnici certi, per cui gli impianti dove hanno messo in libertà i lavoratori erano già fermi per quell'inizio di incendio che abbiamo denunciato nei giorni scorsi, quindi la messa in libertà avviene in una condizione di impianti già fermi, che non si sono fermati a seguito dello sciopero, perché l'incendio è precedente. Questo è un elemento grave che incancrenisce i rapporti in fabbrica ancora di più, perché vissuta come un abuso. Alla gente oltretutto è stato comunicato di essere messa in libertà affiggendo un foglio in una bacheca e col caporeparto che comunicava a voce chi dovesse uscire, come se fossimo al caporalato peggiore".

La rsu ha inoltre avviato una raccolta fondi, in favore dei lavoratori sospesi, per risarcirli dalla perdita della paga odierna. Inoltre, non sono escluse nuove azioni di protesta da lunedì.

Francesco Li Noce

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