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Attualità | 23 luglio 2021, 13:10

Ristori veloci per le discoteche chiuse, ma è ancora polemica

Affossata l’iniziativa della 'discoteche Covid free', dall’inizio della primavera il presidente Silb Ettore Bocciardo lavorava ad un protocollo per riaprire i locali da ballo partendo da quelli all’aperto

Ristori veloci per le discoteche chiuse, ma è ancora polemica

“Ristori veloci per le discoteche chiuse”. Affossata l’iniziativa della ‘discoteche Covid free’. Dall’inizio della primavera il presidente Silb, Ettore Bocciardo, lavorava a un protocollo per riaprire i locali da ballo, partendo da quelli all’aperto. Ieri sera tutto è cambiato. E allora la categoria invoca immediati ristori.

Lo chiede Ettore Bocciardo, presidente Silb, associazione delle imprese di intrattenimento da ballo e di spettacolo, anche dirigente nazionale della stessa associazione, nonché uno dei titolari del noto ‘Cézanne’ in via Cecchi, nel Municipio VIII Medio Levante, area che con il ‘Mako’, l’‘Estoril Beach’, lo ‘Sporting Club’ in corso Italia, è quella su Genova più densa di attività da ballo e intrattenimento, tutte chiuse e in grave difficoltà economica da mesi.

Le nuove regole approvate dal Consiglio dei ministri, di fatto, lasciano chiuse solo le discoteche, anche per chi si è già vaccinato, a differenza delle altre attività per cui è previsto l’accesso a chi è in possesso di Green pass.

Con il Green pass appena varato, obbligatorio dal 6 agosto, si entrerà nei ristoranti al chiuso, le palestre e i teatri, cinema e manifestazioni sportive e culturali, oltre i concorsi. Si ottiene con la prima dose di vaccino, con tampone rapido effettuato nelle 48 ore precedenti.

Ma, “le discoteche sono le uniche che rimangono fuori, ancora una volta: una situazione illogica, senza considerare che stavamo da tempo ragionando insieme a un protocollo, proprio per agevolare in sicurezza questi accessi”.

Pochi mesi fa la situazione sembrava diversa e più promettente: “Ripartiamo da qui - auspicava Bocciardo - dalle discoteche all’aperto”. Tra le idee al vaglio, c’era quella della App, a cui Bocciardo e i colleghi lavoravano dall’inizio della primavera, una App per creare luoghi Covid free, pensata almeno per quest’estate per i luoghi all’aperto, con l’obiettivo di riaprire intorno fine maggio, iniziativa, poi slittata, a fronte di una situazione drammatica per il comparto, che ha visto, in questi lunghi mesi, la situazione precipitare: molti hanno dichiarato fallimento, altri hanno riconvertito l’attività. Eppure il protocollo era in redazione insieme ad esponenti della comunità scientifica.

Grazie a questa applicazione sarebbe stato appunto possibile, come di fatto sarà dal 6 agosto, entrare al cinema, a teatro, al museo e anche nei ristoranti al chiuso. Oggi, come ieri, questa resta la categoria più penalizzata. Restano, però anche i costi come la Tari, l’affitto, le utenze. “Tutti hanno possibilità di lavorare - commenta amaro Bocciardo - è un ‘sì’ per tutti, tranne noi, completamente esclusi. Ora ci attiviamo e soprattutto pretendiamo i ristori, subito”.

Di prima mattina Bocciardo si è messo al lavoro con i colleghi del Silb: “Sicuramente cercheremo un confronto e agiremo per difenderci. Oggi ci aggiorniamo tutti”. A breve: un direttivo su Zoom per capire i passi da intraprendere e per tutelare con decisione il comparto.

Rosa Cappato

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