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Municipio Ponente | 09 agosto 2021, 14:20

Villa Doria a Pegli: giochi rotti e ancora le transenne in mezzo al piazzale

Lo spazio centrale del parco è inservibile ormai da un anno anche se i lavori al nuovo assetto del campetto da street basket sono stati terminati da settimane; i genitori intanto segnalano altalene e scivoli in pessime condizioni

Villa Doria a Pegli: giochi rotti e ancora le transenne in mezzo al piazzale

Dopo una battaglia durata intere settimane e dopo aver raccolto migliaia di firme contro un vero e proprio obbrobrio, i pegliesi avevano ottenuto la demolizione del campetto da street basket nella piazza centrale del parco di Villa Doria a Pegli. Demolizione e ricostruzione in maniera più consona, rispettando i livelli naturali della pavimentazione e senza pericolosissimi spigoli vivi, com’era stato fatto in precedenza.

A incaricarsi di questa ‘correzione’, su invito sia della Città Metropolitana, titolare del cantiere e anche di quello vicino per la riqualificazione energetica ed edilizia della succursale del liceo ‘Mazzini’, sia del Comune di Genova, per il tramite dell’assessore ai Lavori Pubblici, Pietro Piciocchi, è stata la stessa ditta che aveva vinto l’appalto complessivo.

Ora, i lavori sono terminati, il campetto da street basket è pronto nella sua nuova conformazione, ma ci sono ancora le transenne a delimitarlo. Ogni tanto, qualche ragazzo le viola, entrando dentro per una partitella, ma la presenza delle limitazioni significa che non è stato ancora eseguito il collaudo né la Soprintendenza ai Beni Architettonici e al Paesaggio, la stessa che aveva dato il via libera all’infausto e assurdo progetto precedente, ha concesso il nulla osta.

Il problema è che l’intervento è terminato da un pezzo, ma nulla più si è mosso e sono ormai mesi che la piazza centrale è inservibile, più o meno da settembre dello scorso anno. Un anno, dodici lunghi mesi in cui è mancato uno dei principali ritrovi della delegazione. Decisamente un tempo infinito, anche in periodi di Covid e quindi con una maggiore necessità di poter usufruire di spazi e di giochi all’aperto.

Giochi è l’altro tasto dolente, perché, come lamentano i genitori dei bambini che frequentano Villa Doria, ci sono pure qui parecchi disagi: lo scivolo a destra rispetto all’ingresso principale è stato interdetto, in quanto pericolante. Una delle altalene situate nello spazio più all’interno ha delle parti gravemente ammalorate e, seppur non chiusa, i genitori preferiscono non farla utilizzare ai loro piccoli, per paura che si facciano male. La domanda più ovvia, e difatti la più frequente, è sempre la stessa: ma tutto il fiume di denaro investito per un progetto insulso (ovvero il campetto da street basket rialzato rispetto al pavimento originale) non poteva essere investito per semplici opere di manutenzione? Semplici, banali, eppure fondamentali, perché quello che ancora non si riesce a capire è che è proprio dall’ordinario che si misura l’amministrare bene o l’amministrare male i soldi pubblici, è proprio dall’infinitamente piccolo; e che, alla fine, le persone chiedono che sia sicuro e funzionale quello che già c’è, non quello che ci dovrebbe essere.

Ad ogni modo, i giochi rotti sono già stati segnalati sia al Municipio VII Ponente che al Comune di Genova, mentre per eliminare le transenne dal piazzale centrale chissà quanto bisognerà ancora aspettare. Qualche anno fa, quando fu inaugurato il nuovo assetto del laghetto alessiano, Villa Doria era tornata al suo antico splendore. Oggi quelle immagini sono soltanto un lontano ricordo. Stride il contrasto con Villa Pallavicini, che è uno dei parchi più in ordine della città, anche grazie all’intervento e alla gestione da parte dei privati. Ma davvero il pubblico non può proprio arrivare? Basterebbe l’ordinario, davvero. Senza dover nemmeno troppo utilizzare la fantasia o scomodare ‘grandi’ progettisti.

Alberto Bruzzone

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