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Attualità | 16 settembre 2021, 17:04

Villa Doria a Pegli e i giochi negati: quando è ora di dire basta

Da troppi mesi lo scivolo è inagibile e una delle altalene è pericolante, numerosi gli appelli al Comune di Genova; ieri la polizia municipale ha nuovamente transennato tutto, dopo che s’è rischiato un incidente

Villa Doria a Pegli e i giochi negati: quando è ora di dire basta

Questo articolo potrebbe tranquillamente non essere scritto. Davvero. Potrebbe non essere scritto perché la foto è più che eloquente: due bambine, sedute ai piedi di uno scivolo, che guardano la polizia municipale mentre completa le operazioni di transennamento del gioco stesso, in quanto rotto ormai da un anno. Le bambine sono di schiena, ma è facile immaginare il loro umore, così come l’umore di tutti gli altri bambini e bambine che frequentano il parco storico della Villa Doria di Pegli dove da tanti, troppi mesi, lo scivolo centrale è inaccessibile, e nella parte interna una delle due altalene è pericolante.

Tutto questo avviene nonostante i ripetuti solleciti da parte di cittadini, comitati, consiglieri municipali e comunali all’amministrazione. Che cosa si aspetta a mettere mano a questa situazione? Perché da una segnalazione a un successivo intervento deve passare così tanto tempo? Ecco allora che questo articolo va scritto. Va scritto perché ci sono precise responsabilità, va scritto perché non ci si può nascondere sempre dietro a un dito, va scritto e andrà scritto per l’eternità, sino a quando chi governa la città, indipendentemente dal colore politico, che qui poco importa, non capirà che è nell’infinitamente piccolo che si valuta e si distingue tra una buona amministrazione e una cattiva amministrazione, è delle manutenzioni ordinarie che importa alle persone: uno scivolo che funziona, un’altalena che dondola in sicurezza, il verde pubblico ordinato, il parco conservato in uno stato decoroso.

Ieri la polizia municipale è stata chiamata a Villa Doria perché la transenna che impediva l’utilizzo dello scivolo ai bambini, è precipitata di sotto, risultando più pericolosa dello scivolo stesso. Nessuno si è fatto male solo perché in quel momento i piccoli erano a giocare da un’altra parte, ma c’è qualcuno che ha voglia di prendersi adesso, qui, ora, la responsabilità per questo ritardo clamoroso nel rimettere in sesto un gioco che è frequentato da decine e decine di bambine e bambini tutti i giorni di tutto l’anno? Si può nutrire la ragionevole speranza che lunedì ci sia qualche operaio del Comune a rimettere tutto a posto?

Ieri i pegliesi hanno riversato tutto il loro disappunto sulle pagine social e sui gruppi. Alcuni consiglieri municipali e comunali erano già intervenuti con segnalazioni e interrogazioni. Tursi è perfettamente edotta sulla questione. Dopo la conclusione della vicenda relativa al campetto da street basket, che è stato demolito e ricostruito in sicurezza a furor di popolo, si spera adesso che voglia essere portato a conclusione anche un fronte tanto elementare quanto ordinario: cambiare uno scivolo e un’altalena. Ce la potete fare, dài.

Alberto Bruzzone

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