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Municipio Ponente | 27 settembre 2021, 16:15

Dighe foranee off limits per i pescasportivi, interrogazione di Avvenente

Il consigliere comunale di Italia Viva chiede spiegazioni alla Giunta Comunale, affinché interceda presso l’Autorità Portuale: “L’attività è un’occasione di svago per moltissime persone”

Dighe foranee off limits per i pescasportivi, interrogazione di Avvenente

Vietata la pesca sportiva dalle dighe foranee. È quanto sta accadendo negli ultimi tempi a Genova, una decisione da parte della Capitaneria di Porto che ha spiazzato i pescatori e ha suscitato notevoli perplessità.

Come mai ci si accanisce contro questa categoria che passa semplicemente il proprio tempo libero all’aria aperta seguendo una sua passione? Perché è stata presa questa scelta? A difesa dei pescasportivi si è schierato il capogruppo di Italia Viva in Consiglio Comunale a Genova, Mauro Avvenente, che sul tema ha presentato un’interrogazione con richiesta di risposta scritta alla Giunta Comunale

Secondo Avvenente, che nella precedente legislatura è stato presidente del Municipio VII Ponente, “recentemente la Capitaneria di Porto ha ritenuto di emanare una disposizione che, di fatto, impedisce l’accesso alle dighe foranee del Porto di Genova ai praticanti della attività di pesca sportiva con la canna. Tale decisione mette inopinatamente fine a un’attività di pesca sportiva dilettantistica che consente a tante persone di trovare occasione di svago, passatempo, aggregazione e sana attività all’aria aperta”.

Avvenente ricorda che “l’attività della pesca con canna dalle dighe foranee e dai moli di sottoflutto è praticata da sempre dai cittadini genovesi. Vietarne la pratica significa accanirsi nei confronti di una categoria di sportivi e in particolare significa conferire un colpo mortale alle molte attività economiche che si occupano di produzione e di commercio di materiali da pesca”.

Il consigliere comunale di Italia Viva fa presente che “questa decisione lascia perplessi, amareggiati e arrabbiati, soprattutto perché i pescatori si sentono privati della possibilità di perseguire la loro passione per la pesca sportiva dilettantistica. Il porto e la città hanno la necessità di operare convivendo serenamente, evitando di esasperare situazioni di frizione che esistono in merito alle criticità causate dalle attività portuali. Una sagace revisione delle decisioni assunte e l’individuazione di soluzioni equilibrate e ragionevoli contribuirebbero a stemperare tensioni che vanno certo evitate e non alimentate”.

Per questo, Avvenente chiede alla Giunta Comunale “di adoperarsi presso la Capitaneria di Porto affinché possa modificare la decisione assunta in merito alla questione in oggetto e si possa ripensare a rivedere le determinazioni, tenendo anche conto che queste misure di registrano esclusivamente nel porto di Genova”.

 

Alberto Bruzzone

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