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Municipio Valpolcevera | 12 ottobre 2021, 15:10

A Certosa i cittadini annunciano una riunione il 15 ottobre su cantieri e ferrovie

La questione dell’ultimo miglio e della metro resta al centro dei pensieri nel quartiere; niente in contrario alle ferrovie, futuro green del Paese, affermano i residenti, ma i tracciati siano compatibili con la vivibilità

A Certosa i cittadini annunciano una riunione il 15 ottobre su cantieri e ferrovie

Torna a giocare all’attacco il Comitato Liberi Cittadini di Certosa guidato dal presidente Enrico D’Agostino, visti gli scarsi risultati ottenuti finora dalla lunga e dura serie di proteste per il quartiere-cantiere, per l’ultimo miglio e la metropolitana, che passerebbero vicino alle case dopo anni di lavori in corso. Disagi contro i quali il quartiere è in rivolta da tempo e dove la gente chiede chiarezza, risposte precise e magari l’ascolto di progetti alternativi forse possibili.

E tramite social e locandine arriva l’appuntamento per l’ennesima assemblea che si preannuncia certamente vivace, per il prossimo 15 ottobre quando, spiega il presidente D’Agostino, “decideremo le iniziative da assumere, a sostegno anche dell’Osservatorio sulle Infrastrutture, per capire se può essere un luogo vero di confronto”.

Sarà un momento di verifica sulle cose fatte, assicura D’Agostino, ma anche occasione per stabilire ulteriori iniziative a tutela della zona. “Dopo l’assemblea pubblica indetta dal Comune, con la partecipazione di Rfi e il Commissario Terzo Valico/Nodo ferroviario/ linea merci porto- Bivio Fegino, del luglio scorso da noi lungamente sollecitata - conferma il presidente del Comitato di Certosa - e con l’avvio dei lavori del prolungamento della metropolitana con l’abbattimento del civico 2 di via Ariosto, ripartiamo per vedere le cose fatte e quelle da fare insieme ai cittadini e attivare le conseguenti iniziative”.

Primo argomento di dibattito sarà la metro; quindi quello che D’Agostino definisce “l’irrisolto problema del civico 4 di via Ariosto, monumento all’incomprensibilità delle cose”. Altro tema di dibattito e sul quale occorre prendere decisioni, per i cittadini di Certosa è “l’ipotetica indennità (Pris) per i disagi che ricadranno sugli abitanti e le attività lavorative per i cantieri e la linea, senza conoscere criteri e attribuzioni”.

Dubbi, afferma il presidente, cui il Comune non risponde. “Le ferrovie continuano a sfuggire i confronti di merito - dichiara - ma le ditte, su Certosa come Fegino, provocano pesanti disagi e i detriti stazionano a Campasso”. Niente in contrario, precisa la nota, alle strade ferrate, essendo convinti che “il trasporto merci su rotaia rappresenti lo sviluppo green di Genova e del Paese, da condividere in un territorio intensamente abitato, passando dalla verifica delle ricadute sul territorio, la salute, la sicurezza e l’intervento delle tecnologie più avanzate, compatibili con gli abitanti. Ma Rfi non può sottrarsi alla verifica concreta delle alternative ferroviarie meno impattanti. Un progetto di interesse pubblico, di valenza europea, deve considerare anche la compatibilità delle abitazioni presenti lungo il tracciato”.

D’Agostino ricorda che a marzo scorso sono state presentate dal Comitato osservazioni al progetto merci Porto di Genova - Campasso - Bivio Fegino. “In questi sei mesi ci aspettavamo un confronto serio con Rfi, che non c’è stato e per questo motivo stiamo approfondendo la praticabilità legale”.

Dino Frambati

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