Il futuro dell'impianto di recupero di via Sardorella è stato al centro dell'ultima Commissione Consiliare a Palazzo Tursi, dove l'Amministrazione comunale e i vertici di AMIU Genova hanno presentato il progetto di revamping e potenziamento della struttura dedicata a carta e plastica. Nonostante le rassicurazioni tecniche su innovazione e sostenibilità, il Comitato "Non solo Borgo" esprime un duro dissenso, denunciando una scelta politica che ignora le richieste del territorio.
L'intervento, che dovrebbe concludersi entro la fine del 2027, prevede la demolizione dell'edificio esistente e la costruzione di un nuovo polo tecnologicamente avanzato. Sebbene la capacità totale rimanga di 58.000 tonnellate annue, il salto di qualità riguarderà la selezione automatizzata delle plastiche e nuovi sistemi di pressatura. L'Amministrazione punta a emissioni zero odori, grazie a una gestione interamente al chiuso e sistemi di filtraggio, oltre all'installazione di pannelli fotovoltaici e schermature verdi. L'assessora all'Ambiente, Silvia Pericu, ha sottolineato come l'investimento sia fondamentale per elevare la qualità del materiale riciclato, rendendo il ciclo "efficiente e redditizio per la collettività".
Di parere opposto è Massimiliano Pettinari, presidente del comitato "Non solo Borgo", che da anni segue i disagi vissuti dai residenti. Pettinari critica aspramente il fatto che "sia la maggioranza che l'opposizione non abbiano voluto prendere in considerazione l'idea di spostare l'impianto". Per il comitato, non si tratta solo di una questione tecnica, ma di una posizione politica che l'amministrazione si rifiuta di assumere. Secondo Pettinari, le promesse di un impianto a impatto zero suonano come un déjà-vu: "Mi sembra di essere tornato indietro nel tempo al 2014, quando ci assicurarono che l'impianto allora esistente sarebbe stato a impatto zero; invece, si è rivelato una discarica a cielo aperto". I residenti, esausti per le condizioni di vita specialmente nei mesi estivi, hanno persino avviato una causa legale per essere risarciti dei danni subiti negli ultimi dieci anni.
Il comitato solleva dubbi anche sulla logistica dell'area, ritenuta sottodimensionata e stretta tra aree residenziali, senza spazio per fasce di rispetto. Pettinari avverte che un investimento di 11 milioni di euro potrebbe rivelarsi presto insufficiente: "Oggi la differenziata è al 53%, ma se domani arrivassimo all'80 o 90%, quell'area, già oggi chiusa tra la caserma e i palazzi, non basterebbe più".
L'accusa più pesante riguarda però l'indirizzo politico della giunta. "Questa amministrazione non sta governando, sta semplicemente amministrando: per governare serve un indirizzo politico che qui manca, poiché ci si limita a seguire i pareri tecnici di AMIU", incalza il presidente del comitato. Secondo Pettinari, la Valpolcevera continua a essere vista come "il ricettacolo di tutte le servitù genovesi", una visione che andrebbe contro le promesse fatte dal Sindaco in campagna elettorale.
La seconda Conferenza dei Servizi è prevista per la fine febbraio, mentre comitato "Non solo Borgo" chiede un intervento diretto del primo cittadino. "Chiediamo che il sindaco si assuma la paternità di questa decisione e venga a riferire ai cittadini”. Per i residenti, il revamping di via Sardonella è solo la "punta dell'iceberg" di un progetto che rischia di trasformare definitivamente la vallata in una zona puramente industriale, a discapito di chi la vive.
“Sono certo che verranno utilizzate le migliori tecnologie e che l’impatto sarà ridotto al minimo, ma credo che sia necessario ascoltare i dubbi legittimi di chi abita in zona” è il commento del presidente del Municipio Valpolcevera Michele Versace. “Occorrerà valutare con attenzione quali possano essere le opere di mitigazione legate al cantiere. Si dovrà demolire una struttura, ci sarà un aumento della viabilità e del traffico in una zona che già oggi presenta diverse criticità: il trasporto pubblico è quello che è, i marciapiedi spesso non ci sono, insomma esistono già varie situazioni problematiche”. “In città, purtroppo, di aree disponibili non ce ne sono molte e AMIU ha bisogno di spazi. Come presidente di Municipio devo correttamente tenere conto anche delle preoccupazioni dei residenti, pur ritenendo l’implementazione di questo impianto necessaria e importantissima” conclude Versace.














