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Cronaca | 26 novembre 2021, 13:19

Detiene illegalmente in casa armi, centinaia di munizioni e sostanze stupefacenti. Arrestato 69enne

I militari, a seguito di una serie di accurati accertamenti, hanno fatto scattare il blitz

Detiene illegalmente in casa armi, centinaia di munizioni e sostanze stupefacenti. Arrestato 69enne

Nella tarda serata di ieri i Carabinieri del Nucleo Operativo di Arenzano, coadiuvati da personale della Stazione di Genova Prà, hanno arrestato M.S., 69 enne italiano, residente a Genova ma di origine calabrese, nullafacente, pluripregiudicato, per detenzione illegale di armi e di sostanze stupefacenti.

Da diverso tempo i militari erano sulle sue tracce in quanto da attività informativa era emerso che M.S., già noto per numerosi precedenti penali, tra cui 3 omicidi, aveva avviato un’intensa attività di spaccio di cocaina nel ponente genovese ed aveva la disponibilità di armi da fuoco.

I militari, a seguito di una serie di accurati accertamenti, hanno fatto scattare il blitz. Si sono appostati nei pressi della sua abitazione e dopo averlo notato rientrare alla guida della propria auto sono intervenuti. A seguito di perquisizione l’uomo è stato trovato in possesso di una pistola semiautomatica cal. 7,65, con matricola abrasa e con caricatore inserito con 7 colpi, pronta all’uso, occultata in un borsello sul tavolino dell’ingresso. Da un più approfondito controllo sono stati rinvenuti: in cucina, dietro al frigorifero, una Pistola Glock cal. 9x21, completa di caricatore con 11 colpi, ed un centinaio di proiettili dello stesso calibro; nel soggiorno, dietro al televisore un sacchetto sotto vuoto contenente grammi 100 di cocaina.

Per l’uomo, già condannato per un omicidio avvenuto in Calabria nel 1983 ed imputato per un duplice omicidio avvenuto a Genova Pegli nel 2016, è scattato l’arresto per detenzione illegale di più armi comuni da sparo e munizioni, detenzione di arma clandestina e di sostanza stupefacente ai fini di spaccio ed è stato tradotto nel carcere di Marassi.

Le armi rinvenute saranno inviate al RIS di Parma per risalire alla loro provenienza e verificare se sono state utilizzate in fatti delittuosi

Comunicato Stampa

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