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Eventi | 14 dicembre 2021, 11:36

The Smell of Protest. A Palazzo Tursi arriva la forza della nuova protesta

Concerto di chiusura di GRIDO - Le Strade del Suono 2021, Sabato 18 alle 20.45 nel Salone di Rappresentanza di Palazzo Tursi. Costo Biglietto 10€

The Smell of Protest. A Palazzo Tursi arriva la forza della nuova protesta

Venti anni fa, a Genova, un grande movimento di protesta e critica verso la globalizzazione finanziaria e il modello di sviluppo neoliberista si scontrò contro la violenza repressiva delle forze dell’ordine, Amnesty Internazional la definì “la più grande violazione dei diritti umani in un paese civile dal dopoguerra ad oggi”.

A 20 anni di distanza quel movimento sembra essersi dissolto e il dissenso verso l’ordine costituito ha preso pieghe spesso demagogiche e semplicistiche. il Festival Grido-Le Strade del Suono intende chiedersi, attraverso il progetto “The Smell of Protest”, se sia ancora possibile immaginare di recuperare un’attitudine critica, “un senso” della protesta diverso da quello che ci offre la cronaca politica e sociale. 

 

Sabato 18 Dicembre, alle ore 20.45, il Salone di Rappresentanza di Palazzo Tursi sarà investito da importanti prime eseguite dall’Eutopia Ensemble, che porta a Genova da nove anni consecutivi le più interessanti scene di musica contemporanea. Un concerto importante, in collaborazione con Goethe-Institut Genua, con tre prime esecuzioni assolute: due compositori selezionati attraverso la Call for Score 2021 dell’Ensemble, più un lavoro di Sara Caneva, compositrice in residenza del Festival di quest’anno. Gabriel José Bolaños Chamorro e Ilya Ziblat Shay sono stati selezionati per aver proposto un concept originale e centrato, che tratti con le armi musicali il tema della protesta, della costruzione di un altro tipo di dissenso verso l’ordine costituito. La Call internazionale ha portato all’individuazione dei due compositori - l’olandese Ilya ZIblat Shay e il nicaraguano Gabriel Chamorro - è la base a cui si aggiunge un’altra commissione a Sara Caneva, una delle compositrici più interessanti tra le nuove generazioni di compositori italiani. Il suo brano Those who have the right to Yell, Won’t (“Quelli che hanno il diritto di urlare non lo faranno”) esprime perfettamente lo spirito del progetto e la sua ricerca di un altro linguaggio critico. Chamorro in Nosotros Hemos Puesto Los Mortos intende invece denunciare gli abusi di potere del governo nicaraguano, mentre Shay in Ep-Timism(Net zero) si chiede quale sia e come funzioni oggi la propaganda.

 

A queste prime assolute si aggiungeranno due altri lavori di area tedesca. Il concerto si aprirà con In Nuce di Wolfang Rihm, un brano silenzioso e pieno di tensione che come tutti i lavori del grande compositore tedesco rimanda ad una pluralità di significati, e poi, Medusa Mi Amor dell’austriaco Denovaire, un brano per flauto solo basato su un frammento testuale(recitato dalla flautista) tratto dal libro “Il Riso di Medusa” di Helen Cixous, che presenta istanze femministe: “Frauenstürmerisch sind wir, was unser ist, löst sich von uns ab, ohne dass wir fürchten dadurch geschwächt zu sein. Unsere Blicke ziehen davon, unser Lächeln läuft, das Lachen all unserer Münder, unser Blut rinnt und wir verströmen uns ohne uns zu erschöpfen.” A 20 anni dal G8 di Genova non intendiamo quindi fare un’operazione di memoria storica, ma una riflessione artistica attuale e necessaria, con le nostre armi musicali.

Redazione

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