Numeri concreti, un metodo strutturato e una visione a lungo termine: sono questi i pilastri del progetto "Il Cuore Oltre l'Ostacolo", presentato oggi a Genova nella Sala Trasparenza di Regione Liguria dal Comitato Italiano Paralimpico – Comitato Regionale Liguria. Un programma che dà corpo e sostanza al Protocollo d'Intesa siglato tra i due enti il 21 febbraio 2025, con l'obiettivo di promuovere e coordinare sul territorio regionale iniziative per l'inclusione sportiva delle persone con disabilità. Il Protocollo d'Intesa tra Regione Liguria e CIP Liguria non è un atto formale, ma il motore operativo di una strategia che investe sulle persone. "Creare un ecosistema che garantisca il diritto allo sport per ogni cittadino": è questa la visione che guida il progetto, con un approccio che collega formazione, scuola, società sportive e territorio.
Sul fronte della formazione, il programma ha già portato all'assegnazione di 75 borse di studio, coinvolgendo 6 discipline sportive paralimpiche e 43 società sportive. Un investimento sulle competenze che punta a costruire figure professionali capaci di accompagnare atleti con disabilità in percorsi sportivi continuativi. Sul fronte scolastico, il bilancio è ancora più ampio, con oltre 2.500 ore di attività svolte nelle palestre delle scuole di primo e secondo grado della Liguria, con il coinvolgimento di 49 società sportive e 16 discipline paralimpiche. La distribuzione geografica copre tutta la regione: 22 società attive nella provincia di Genova, 9 a La Spezia, 7 nel Tigullio, 6 a Savona, 5 a Imperia. L'obiettivo è duplice: da un lato portare lo sport paralimpico dentro la scuola, affiancando gli insegnanti; dall'altro garantire che i ragazzi formati in orario scolastico possano proseguire la pratica sportiva nel pomeriggio, presso le società del territorio.
«È un grande orgoglio per la nostra amministrazione sostenere il progetto “Il Cuore Oltre l’Ostacolo", un’iniziativa che incarna perfettamente i valori di resilienza e inclusione che la Regione promuove con convinzione - commenta il vicepresidente di Regione Liguria con delega allo Sport Simona Ferro - Questa straordinaria sinergia tra la Regione e il CIP ha garantito oltre 2.500 ore di attività scolastiche e 72 borse di studio, con l'obiettivo prioritario di abbattere ogni barriera e accrescere sensibilmente la partecipazione delle persone con disabilità alla pratica sportiva. La nostra visione è sempre stata quella di portare avanti l’idea che la pratica sportiva non sia un privilegio, ma un diritto inalienabile e accessibile a tutti».
Dario Della Gatta, Presidente CIP Liguria: «Il progetto, coordinato e realizzato insieme a Regione Liguria, diventa un parametro su cui modulare il futuro delle nostre attività, perché ha consentito di creare spunti e sinergie che allargano sensibilmente le aree di intervento. Le federazioni sportive coinvolte, gli atleti e le famiglie sono al centro di una visione ampia che punta a un maggiore radicamento territoriale, sia in termini di risultati sportivi sia, soprattutto, di formazione di competenze specifiche».
Accanto alla formazione e all'attività scolastica, il progetto prevede giornate di sensibilizzazione – open day multisport e incontri tematici – per creare punti di incontro tra famiglie, società sportive e istituzioni, e favorire la prova diretta delle diverse discipline paralimpiche. Un elemento distintivo del programma è il sistema di monitoraggio: il CIP Liguria costruirà un database dei partecipanti agli open day e alle iniziative scolastiche, per tracciare nel tempo quanti di loro diventino atleti tesserati. L'indicatore chiave, chiarisce il documento programmatico, sarà proprio la percentuale di partecipanti che scelgono di proseguire nella pratica sportiva paralimpica. I dati serviranno anche a identificare quali discipline e quali territori hanno registrato il miglior tasso di "conversione", per ottimizzare le risorse future. Il progetto punta a una maggiore partecipazione delle persone con disabilità allo sport, a una crescita della consapevolezza inclusiva nella popolazione, alla costruzione di reti stabili tra scuole, federazioni e società sportive, e alla diffusione del modello paralimpico come esempio di resilienza e valore umano.

















