E' una primavera decisamente calda, a dispetto di quella meteorologica, tra le mura di Villa Rostan. Mentre Criscito e compagni sono alle prese per centrare l'impresa salvezza sul campo, aspettando la sfida interna al Cagliari e la stracittadina, è la prevista l'assemblea dei soci, convocata per l'approvvazione del bilancio 2021 proprio nel giorno del 125esimo "Derby della Lanterna" (con seconda eventuale convocazione al 2 maggi) a tenere alta la tensione a livello societario.
La perdita certificata nell'anno passato dovrebbe aggirarsi intorno ai 42 milioni, con ricavi a poco meno di 78 milioni e costi aumentati oltre quota 123 milioni. Un passivo in crescita rispetto all'esercizio precedente (-27,1), seppur con un patrimonio netto positivo di 4 milioni, che ha portato ad addensarsi le nubi della diatriba interna tra Enrico Preziosi, rimasto nel consiglio d'amministrazione in qualità di consigliere, e la 777 Partners.
Il punto? L'annuncio del voto non favorevole all'approvazione dei conti da parte del vecchio proprietario che, ai microfoni di Tuttomercatoweb, ha parlato di "situazioni che non sono ancora state chiarite" rispetto agli accordi presi al momento del passaggio di proprietà, da parte della holding americana.
Il "vulnus" sarebbero alcune voci milionarie nel bilancio relative, in buona sostanza, a debiti (parrebbe nei confronti di fornitori e agenti) non palesatisi al momento della due diligence. Una sorta di accusa verso il re dei giocattoli che le ha respinte al mittente parlando di un contratto da rispettare nel quale "ci sono cose scritte che riguardano il sottoscritto quale venditore e loro quali acquirenti", per cui questi ultimi "devono garantire il credito che ho ne loro confronti".
E se a più di qualche tifoso le parole dell'ex patron hanno portato un sorriso sulle labbra, visti i precedenti tormentati nella sua gestione, la nuova dirigenza, che col passato aveva già lanciato segnali netti di chiusura col presidente Zangrillo e Blasquez presenti alle assemblee di Lega e non Preziosi come sembrava dovesse essere per i primi tempi, ha risposto nettamente con un comunicato in cui non solo "conferma e ribadisce il proprio impegno a lungo termine per riportare il Genoa dove gli compete, per storia e tradizione" ma mette i puntini sulle i.
Come per quanto riguarda gli investimenti effettuati finora, non solo sul campo (anche questi criticati dall'ex patron e anche da alcuni tifosi), con "oltre 50 milioni di euro, a riprova della grande fiducia nel progetto di rilancio e di sviluppo del club" immessi nel club rossoblu, senza tuttavia lasciarsi apertamente andare, "per ovvie ragioni di professionalità, eleganza e rispetto degli accordi presi" alle polemiche in pubblica piazza ma annunciando risposte "esclusivamente nelle sedi competenti, riservandosi ogni azione a tutela dell’immagine e della reputazione del Genoa, nonché del Gruppo 777 Partners".
Insomma, se "l’unico obiettivo di tutti è quello di restare concentrati sulle ultime cruciali partite della stagione", un certo passato sembra bussare alle porte e dovrà anche la piazza rossoblu capire se c'è ancora spazio per fargli riprendere piede, almeno nelle pance e nei ragionamenti che spesso si sono letti sui vari social negli ultimi giorni, oppure se il tifo è pronto davvero a fare la rivoluzione. Anche nelle teste.














