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Cultura | 08 maggio 2022, 07:00

Piazza San Giorgio e le due chiese

Un caso unico che racconta le vicissitudini di Genova nei secoli

Piazza San Giorgio e le due chiese

Tra il crogiolo di vicoli del centro storico più antico, piazza San Giorgio si contraddistingue per la presenza di due chiese: quella di San Giorgio che dà il nome alla piazza, e la più piccola San Torpete.

Un dettaglio che non passa certo inosservato e che per Genova rappresenta un caso unico.

Piazza San Giorgio sorge nell’area che, in epoca romana, era il foro, ossia il centro delle attività commerciali della città.

Un luogo quindi importante e fondamentale in cui passava anche la strada, oggi via dei Giustiniani, che dal porto conduceva a Porta Soprana, una delle porte d’ingresso della città.

Le prime notizie circa la presenza della chiesa risalgono al 947 e il culto dell’edificio sacro era già quello di San Giorgio.

Qui veniva conservato il vessillo che si affidava alla nave ammiraglia delle galee genovesi in partenza e che qui veniva riportata una volta rientrata la flotta in porto.

L’edificio, per come lo conosciamo oggi, risale al XVI secolo, ma il suo completamento, nella parte della cupola, arriverà soltanto nel XIX secolo.

Oggi diventato un palazzo con diversi appartamenti, accanto alla chiesa si trovava il convento di cui rimane ancora il passaggio aereo.

Guardando in alto poi, un’altra caratteristica: il campanile, frutto della trasformazione di un’antica torre medievale.

Si, ma perché ci sono due chiese?

Anticamente, l’ingresso della chiesa di San Torpete non affacciava su piazza San Giorgio.

Antichissima anche questa per fondazione, la chiesa dedicata al martire pisano risale al X secolo e sorgeva sui terreni della famiglia Della Volta che, proprio per il commercio con la città toscana, decise di lasciare uno spazio per far si che la comunità potesse costruire un luogo di culto.

L’antico ingresso della chiesa era rivolto verso l’attuale via delle Grazie, che corre accanto all’edificio. In prossimità ancora oggi si nota una targa che ricorda la consacrazione dell’edificio con l’assegnazione del giustpatronato della Chiesa proprio alla famiglia Della Volta.

A costringere alle modifiche strutturali che oggi ci consegnano una piazza con due chiese furono i bombardamenti francesi voluti dal “Re Sole” Luigi XIV nel 1684 che devastarono San Torpete.

Le ricostruzioni avvennero nel 1730 e l’architetto incaricato dalla famiglia Cattaneo decise di spostare la facciata a settentrione, sistemando quindi sulla piazza.

Due chiese, due architetture che raccontano la storia di una Genova affascinante.

 

 

 

Redazione

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