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Politica | 22 giugno 2022, 12:44

L’amarezza di Roberta Lolli: “Perdere i Municipi è un disastro”

La ‘pasionaria’ del Levante porta avanti gli obiettivi: “Ora lotto per Genova da libera cittadina. Il Pd, che dovrebbe essere il partito ago della bilancia dell’espressione democratica, è oramai un’oligarchia”

L’amarezza di Roberta Lolli: “Perdere i Municipi è un disastro”

“Ora dico la mia”. Roberta Lolli, notissima ‘pasionaria’ del Levante, porta avanti gli obiettivi: “Lotto per Genova da libera”. Archiviate queste amministrative l’ex candidata nella lista civica di Dello Strologo, conosciutissima a Quarto Alta, che negli ultimi anni si è fatta notare nel Municipio IX perché grazie alla perseveranza e la pratica del confronto costruttivo ha vinto la più grande delle battaglie, quella della Valletta Campanule, ora dice la sua, lei che - è corretto si sappia - ha dato le dimissioni dal Pd ben prima delle Comunali.

Riferisce che tutto parte da una raccolta firme lanciata da un iscritto, con accuse, nel silenzio del partito a cui ha chiesto aiuto. Traccia ora, come promesso, un’analisi del partito e delle amministrative chiuse. “Ora che il Segretario Provinciale ha finalmente commentato il risultato, ecco la mia posizione. Nella mia ultima Direzione Pd, poco prima delle Comunali, avevo rassegnato le dimissioni dal partito. Avevo tuttavia promesso al Segretario che avrei detto la mia dopo il 12 di giugno. Leggo gente Pd che si auto-elogia con ‘Noi siamo stati bravi’, ‘Noi abbiamo preso più voti’, e poi in alcuni circoli il mood di queste giornate (mi raccontano) è l’esaltazione dell’essere il primo partito! Senza autocritica e sui ‘siamo stati bravi’ non si vinceranno nemmeno le prossime o quelle dopo. Avete perso il Ponente, perso il Medio Ponente, la Val Bisagno (tutta). A Levante addirittura siamo quasi alla metà dei voti tra coalizione di cdx e di csx, e non per la candidata, ma per l’assenza totale del csx di questi 5 anni. E i disastri dei 5 precedenti. Nel Medio Levante peggio ancora! Le quote rosa o ‘i largo ai giovani’ si fanno tutto l’anno. Non in campagna elettorale, ad hoc per far fuori qualcuno o a costi minimi. Il Ponente ha pagato la scia nonostante il Municipio abbia lavorato bene, esattamente come la Bassa e Media Val Bisagno. Perdere i Municipi è un disastro: porta con sé tutto il grande senso della distanza creata tra Partito e territori, nonostante figure di altissimo pregio, livello e il lavoro svolto da Ferrante, Chiarotti, D’Avolio e Mario Bianchi. Per non parlare della ‘mossa della panchina’ attuata a una settimana dalla presentazione delle liste a quest’ultimo, che aveva fatto un gran mandato. Anche su questo il Segretario aprirà un confronto?”.

Secondo Roberta Lolli, “chi ha davvero fallito nonostante preferenze e risultati di lista è proprio il Pd. I primi posti a Cristina Lodi: 2400 voti di anni di lavoro vero (nonostante il sabotaggio interno) e 2000 e passa al Segretario provinciale auto candidatosi all’ultimo per coprire la dipartita di Terrile neo Ad di Ente Bacini, ma soprattutto - a mio avviso - spinto a scendere in campo direttamente per non far sfigurare l’area (corrente) nei confronti di Lodi, nella solita logica della supremazia correntizia interna. Ora vedremo le guerre per darle il ruolo di capigruppo riconquistato e meritato. Non ha vinto il partito: hanno vinto i candidati antagonisti. Ha fallito come partito ago della bilancia della coalizione. Lo fa dal 2015. E continua a non vedere. Continua ad adagiarsi sull’essere primo partito. Ciò ovviamente porterà solo altre disfatte future”. 

Lolli dichiara di aver creduto e provato a lottare in un partito che rimane da sempre un “correntaio ad personam”: “Altro che Noi! Il vero sfidante in termini numerici per loro è stata la Lista Civica Vince Genova di Bucci, pur avendo il Pd circoli in tutta la città. Il partito non è primo, lo sono i singoli candidati entrati. Se la sinistra volesse davvero tornare a vincere, amaramente penso che il Pd debba essere accantonato come tentativo fallito e fallimentare. Vi sia un partito vero di sinistra, uno di centro e tutto il resto di partiti e movimenti espressione di idee, valori, metodi unici e chiaramente identificabili dal vero protagonista della Democrazia: l’elettore, che oggi nella maggioranza dei casi abdica. L’astenuto è il convitato di pietra di questi anni. Non è definibile ‘disertore’. Caro segretario: disertrice è la vostra politica dell’io, e non del noi. C’è bisogno di facce ed energie che si possano davvero rinnovare e luoghi che favoriscano questo processo di merito e capacità. Quello che dovrebbe essere il partito ago della bilancia dell’espressione democratica è oramai un’oligarchia, un dinosauro prossimo all’estinzione”. Oggi la ‘pasionaria’ va avanti da sola “Lotto per Genova da libera, vedremo in futuro come e con chi mi potrò nuovamente spendere. Ad maiora”.

Rosa Cappato


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