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Municipio Centro Est | 20 luglio 2022, 16:05

Classe negata al Lagaccio, Cristina Lodi: “Occorre potenziare le politiche sociali e di assistenza”

La consigliera comunale del Partito Democratico presente al presidio organizzato questa mattina davanti alla Prefettura: “Seppur sia diminuita la natalità, sono aumentate le famiglie con problemi, sono aumentati i bambini che hanno delle difficoltà, quindi occorre una maggiore consapevolezza”

Classe negata al Lagaccio, Cristina Lodi: “Occorre potenziare le politiche sociali e di assistenza”

Il caso della prima classe elementare negata al Lagaccio diventa anche politico, dopo aver toccato il fronte sindacale e pure quello giudiziario. Alla ‘Duca degli Abruzzi’, primaria che fa parte dell’Istituto Comprensivo Lagaccio, è stata formata nelle scorse settimane una prima classe con 24 alunni, di cui 7 con disabilità. I genitori hanno chiesto che, anche in base alle normative, venisse creata una seconda sezione, ma su questo punto l’Ufficio Scolastico Regionale non ha mai sbloccato la situazione.
Si sono succedute proteste e presìdi, compreso quello di stamattina di fronte alla Prefettura di Genova, al quale ha partecipato, in veste di consigliera comunale e vice presidente della Commissione Welfare, Cristina Lodi del Partito Democratico, da sempre molto attenta alle tematiche sociali, dell’istruzione e del diritto allo studio.
Sette bambini con disabilità su ventiquattro, significa quasi uno su tre: una situazione insostenibile e assurda, “che apre l’orizzonte su una problematica molto più ampia - sostiene Cristina Lodi - Dal momento che quello del Lagaccio è un caso eclatante, ma ve ne sono anche molti altri”.

Secondo la consigliera comunale del Pd, “ci sono molte complessità anche nei centri estivi. La primaria è un discorso statale, ma le politiche sociali e dell’istruzione spettano al Comune di Genova e alla Regione Liguria, quindi è compito dell’amministrazione civica occuparsi di tutto il fronte”.
Cristina Lodi ricorda che “seppur è diminuita la natalità, sono aumentate le famiglie con problemi, sono aumentati i bambini che hanno delle difficoltà, quindi occorre una maggiore consapevolezza. È un tema che andrebbe affrontato in maniera preventiva e non nell’emergenza, come nel caso della ‘Duca degli Abruzzi’. Vanno potenziati i servizi sanitari e di prevenzione e, lo ripeto, è un compito preciso sia del Comune di Genova che della Regione Liguria. Sarà argomento di lavoro, per quanto mi riguarda, nei prossimi tempi”.
La situazione del Lagaccio è paradossale: “Nei mesi scorsi - ricorda il sindacato Usb, in primissima linea su questa vertenza - ci sono stati numerosi tentativi da parte del dirigente scolastico dell’IC Lagaccio, Andrea Ravecca, e delle docenti e dei docenti dell’istituto per ottenere una classe in più e suddividere in modo più accettabile gli studenti con disabilità, nel rispetto del loro diritto a una scuola inclusiva e del diritto dei docenti a un lavoro dignitoso. Si è anche tenuta un’assemblea sindacale nella quale si è deciso di svolgere un presidio e avere un incontro con l’Ufficio Scolastico Regionale, al fine di trovare una soluzione adeguata. Lo stesso Usr, nell’incontro svolto con la delegazione di manifestanti guidati da Usb, ha convenuto che una classe con quelle caratteristiche non sarebbe inclusiva ma, invece di concedere una nuova classe, ha proposto al dirigente di invitare le famiglie a spostarsi in altre scuole”.

A nulla è valso il tentativo di far presente l’importanza per queste famiglie, già provate dalle difficoltà della quotidianità, e per i loro figli, delle reti di relazioni umane e della prossimità alla propria residenza. Dopo il rifiuto da parte di tutte le famiglie di spostarsi, la proposta è rimasta la stessa: usare le risorse interne all’istituto per dividere la classe in due. “Ciò significa - sostiene il sindacato - utilizzare le insegnanti di potenziamento assegnate a tutti i plessi di primaria per coprire una sola situazione a scapito di tutte le altre classi, ovvero risparmiare sulla pelle dei bambini e delle bambine. Riteniamo inaccettabile e indecente la proposta e richiediamo che vengano investite risorse maggiori e stabili nella scuola. Questa è una delle molte situazioni inaccettabili che si stanno verificando in tutta Italia, frutto di una logica economica e che nulla ha a che fare con il diritto allo studio”.

Questa mattina, contestualmente al presidio davanti alla Prefettura, è stato presentato un esposto in Procura (articolo a parte) e verrà comunicata la questione al Ministero dell’Istruzione.

Alberto Bruzzone


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