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Politica | 11 agosto 2022, 17:17

Chiavari, ecco perché è importante che riapra il teatro Cantero dopo quasi 5 anni

L’opposizione: “Troppi pochi fatti” e il sindaco risponde: “Valutiamo l’ipotesi di una fondazione”

Chiavari, ecco perché è importante che riapra il teatro Cantero dopo quasi 5 anni

Dalla fine del 2017 il Tigullio è senza un teatro che sappia dar voce alle tante realtà del territorio legate al teatro, alla musica e alla danza. 

Dal 2017 il teatro Cantero di Chiavari, centro del fermento culturale della zona, ha chiuso le sue porte lasciando un vuoto incolmabile. Da allora si è pensato a verse proposto per poter riaprire le porte di questo teatro storico: per prima l’associazione “Gli Amici del Cantero” che da anni richiede la costituzione di una Fondazione che coinvolga la proprietà ,le amministrazione comunali e privati.

La “questione Cantero” è ritornata nel dibattito politico in questa ultima campagna elettorale e nei giorni scorsi è stata nuovamente sollevata dal consigliere comunale di minoranza Nicola Orecchia che invita l’amministrazione comunale chiarezza, trasparenza e coinvolgimento nel processo di possibile riapertura del teatro. 

“Nella recente campagna elettorale il sindaco Messuti si è impegnato a riaprire il Teatro Cantero chiuso dal 31 dicembre 2017 - spiega Orecchia - Da allora abbiamo assistito a tante parole, pochi fatti e ancora una volta scarsissima trasparenza”.

Orecchia spiega che dal 2017 ad oggi sono stati numerosi gli annunci fatti, anche da parte dell’amministrazione comunale stessa, ma altrettanto pochi i fatti: nel 2019 il consiglio comunale cercò contatti con il ministero della Cultura per affrontare la questione.

Nel 2020 l’allora sindaco Marco Di Capua annunciava l’intenzione, mai concretizzata, di acquistare il Cantero chiedendo inoltre una perizia sull’immobile all’agenzia delle entrate. 

“Ci sembra che prima di continuare a dichiarare alla stampa e a noi cittadini il solito "refrain": "Pensiamo all'acquisizione pubblica dell'immobile attraverso una fondazione partecipata dei Comuni del Tigullio sul modello di capitale italiana della cultura" sia necessario fare chiarezza su alcuni punti”, dice Orecchia.

L’attuale sindaco Federico Messuti continua a sottolineare l’importanza dell’apertura del teatro e senza mezze misure dice: “Il Cantero deve riaprire”. 

Il primo cittadino sembra appoggiare l’idea di costituire una Fondazione che possa unire le diverse realtà ed enti del territorio:

“Vogliamo riaprire il Cantero e farlo diventare il Teatro del Tigullio, il fulcro della vita culturale di tutto il territorio - spiega Messuti - Un bene collettivo che deve mantenere la sua funzione culturale, tenendo conto dell’evoluzione del mercato e aprendosi a nuove prospettive e a nuove funzioni anche congressuali, vista la difficoltà dei principali teatri italiani a coprire le spese di gestione. In questo primo mese di mandato ho incontrato la proprietà, che ha manifestato l’intenzione di vendere la struttura. Sull’esempio dell’esperienza di Tigullio capitale della cultura, inviteremo a un incontro tutti i sindaci del comprensorio, con Regione, con le associazioni di categoria e gli Amici del Teatro Cantero. Valutiamo l’ipotesi di acquisizione tramite la costituzione di una fondazione di partecipazione aperta a tutti: privati, associazioni, società ed enti pubblici. Sarà anche l’occasione per valutare, numeri alla mano, gli investimenti da mettere in campo. Vogliamo individuare fondi del Pnrr da utilizzare per questo scopo”. 

In questi anni si è discusso molto sulla possibile acquisizione da parte del comune di una struttura privata. Alla chiusura del Cantero in molti hanno invocato l’intervento pubblico, altri invece hanno detto che era giusto così, il teatro aveva il bilancio in rosso e non era giusto che il comune facesse da “paracadute”.

Il teatro però non è una struttura privata come molte altre, è un luogo che crea ricchezza, non necessariamente una ricchezza monetaria ma culturale e sociale. Per molti anni questo è stato un luogo per imparare, per crescere, conoscere ed educare. Ecco perché un intervento concreto da parte dell’amministrazione comunale sarebbe una decisione saggia e di grande prospettiva.

Marco Garibaldi


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