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Politica | 30 aprile 2026, 17:47

Dopo l’addio alla Lega, Lorella Fontana aderisce a Patto per il Nord: “Per me è come tornare a casa”

La consigliera municipale del VII Ponente nella formazione di Grimoldi, Castelli e gli altri ex esponenti del Carroccio che lanciano la sfida aperta a Matteo Salvini: “Ha snaturato il partito fondato da Bossi”

Dopo l’addio alla Lega, Lorella Fontana aderisce a Patto per il Nord: “Per me è come tornare a casa”

La sua uscita dalla Lega, dopo diciotto anni di militanza e dopo aver ricoperto anche ruoli apicali a livello genovese, tra cui capogruppo in Consiglio Comunale a Palazzo Tursi e vicepresidente del Municipio VII Ponente, aveva suscitato un notevole scalpore. Per Lorella Fontana, nel frattempo passata al Gruppo Misto nel Consiglio Municipale del VII Ponente, dove adesso è consigliera di minoranza, non si trattava di certo di un addio alla politica attiva, bensì di un arrivederci con uno sguardo rivolto al futuro ma anche un occhio orientato verso il passato.

Ieri pomeriggio la consigliera, una delle persone più stimate nel Ponente cittadino perché sempre raggiungibile e sempre operativa sulle singole questioni, ha formalizzato il proprio ingresso nella formazione Patto per il Nord, vale a dire quella costola della Lega nata da chi non si riconosce più nelle politiche attuali del Carroccio (e in particolare del vicepremier Matteo Salvini) e ha puntato per un ritorno alle origini, vale a dire il partito dei primi anni di leadership del compianto Umberto Bossi.

Patto per il Nord è guidato, a livello nazionale, dall’ex deputato Paolo Grimoldi, già ex segretario della Lega Lombarda e poi espulso proprio da Salvini; dall’imprenditore Roberto Bernardelli e dall’ex ministro della Giustizia Roberto Castelli. Ma ci sono anche Giancarlo Pagliarini, anche lui al Governo da titolare del Bilancio e della Programmazione Economica con Silvio BerlusconiGiuseppe Leoni, tra i fondatori del Carroccio con Bossi quarant’anni fa, e l’ex eurodeputato della Lega Mario Borghezio

Una Lega 1.0, insomma, l’ambiente che a Lorella Fontana sta più consono, a suo dire: “L’ingresso nel Patto per il Nord - commenta - è un po’ come tornare a casa perché questa realtà rappresenta tutto ciò che inizialmente era stata la Lega Nord, che poi purtroppo per una serie di fattori è andato perduto. La Lega di Salvini è andata verso uno snaturamento della linea originaria del partito e, lo dico per un fatto mio personale, con uno spostamento a destra che non ha nulla a che vedere con il mio trascorso storico e con quelle che erano anche le indicazioni iniziali. Ho lasciato quindi la Lega per coerenza e per mantener fede ai miei valori, che sono saldi e non negoziabili”.

Fontana spiega: “Io vivo la fede politica come un rapporto sentimentale. Ora si è aperta questa nuova avventura e ringrazio chi mi ha contattato e fatto la proposta di stare da questa parte. Grazie a Paolo Grimoldi e a tutti perché Patto per il Nord è la concreta possibilità di rimanere coerenti nel proprio percorso politico”.

Il partito sta mettendo le radici a livello territoriale, dopo essersi formato dal punto di vista nazionale. In Liguria la presidente di Patto per il Nord sarà proprio Lorella Fontana, mentre il segretario provinciale è Luca Piccardo, pure lui leghista della prima ora: “Patto per il Nord - commenta - è una realtà in crescita anche in Liguria, realtà finalizzata alla tutela del nostro territorio, dei nostri lavoratori e dei nostri pensionati”.

Il programma del Patto per il Nord si fonda sull’idea che il federalismo sia la strada per costruire un’Italia più responsabile, efficiente e vicina ai cittadini. Le riforme istituzionali proposte puntano a realizzare autonomie differenziate, un vero federalismo fiscale, una Camera delle Regioni e una forte semplificazione dello Stato, affinché le decisioni vengano prese dove i problemi nascono. La sfida a Matteo Salvini, considerato sostanzialmente un traditore dello spirito originario del Carroccio, è chiarissima nelle premesse, e si sostanzia ad esempio nella netta opposizione al progetto del Ponte sullo Stretto.

La visione urbana è policentrica: non una capitale, ma una rete di città e borghi rigenerati e interconnessi. Si propone inoltre una finanza radicata nei territori, capace di sostenere distretti e imprese, insieme a un’agricoltura moderna che unisce qualità, tecnologia verde e tutela dell’ambiente. Il rapporto Nord-Sud viene ripensato come alleanza produttiva, lontana dall’assistenzialismo, mentre sul piano internazionale il riferimento è all’Europa delle Regioni, con il Nord protagonista di relazioni economiche e culturali oltre i confini nazionali.

Alberto Bruzzone


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