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Cronaca | 06 ottobre 2022, 07:00

Don Mignani, dalle origini laiche al sacerdozio: "Ho seguito l'insegnamento di Gesù, ora non voglio lasciare la Chiesa" (Video)

Lavorava in banca il parroco di Bonassola, che ora dice di non essere pronto a lasciare il sacerdozio, anche se non intende fare un passo indietro: "La sospensione è un boomerang per la Chiesa"

Don Mignani, dalle origini laiche al sacerdozio: "Ho seguito l'insegnamento di Gesù, ora non voglio lasciare la Chiesa" (Video)

Sto bene, sono sereno. Nel mio modo di vedere, sento di non aver fatto nulla di cui vergognarmi ma sono sereno, un po’ stanco”. Don Giulio Mignani ci ha accolto nella sacrestia della Chiesa di Santa Caterina d'Alessandria a Bonassola. Un luogo che presto dovrà lasciare per effetto della sospensione 'a divinis' della Curia per le sue esternazioni troppo progressiste per un mondo, quello cattolico, ancorato ai vecchi dogmi, che non prevede l'apertura predicata da don Mignani su eutanasia, aborto e unioni omosessuali.  

Domenica è prevista una manifestazione nata spontaneamente tra i suoi fedeli, ma il parroco avverte: "Non sia contro il nuovo arrivato, io predico l'accoglienza e l'inclusione".

Ho dormito poco in queste notti, - racconta a La Voce di Genova - prima di tutto perché il pensiero andava a ciò che sarebbe successo e poi perché sono giorni in cui ricevo tante richieste di confronto, interviste e tantissimi messaggi. Mi dispiace lasciarli inevasi quindi, anche andando a letto all’una di notte, voglio arrivare a fine giornata avendo ringraziato le persone. Sto riuscendo a dormire poche ore a notte”.

Qual è lo stato attuale? C’è stata questa sospensione, c’è la possibilità di ricorrere? E’ a tempo indeterminato? Come funziona l’iter?

E’ una sospensione a tempo indeterminato, il Vescovo quando desidera può sospenderla. Naturalmente la linea del Vescovo è che si può sospendere se dovessi ritrattare in un certo senso. Secondo la sua logica, dovrei dire di aver sbagliato e quindi diciamo tornare sulla retta via. Di per sé il vescovo mi ha detto che se voglio posso fare ricorso, anche se questo non ho intenzione di farlo. Ritengo che il Vescovo, da parte sua, non abbia fatto nessun errore tecnico. Lui ha indicato che la Dottrina è questa, che il codice di diritto canonico prevede una determinata cosa per cui la logica conseguenza è questa e tra l’altro ogni passo che ha fatto l’ha fatto sempre in contatto con il Vaticano, con la Congregazione per il Clero". 

In tanti si sono chiesti cosa ne pensi Papa Francesco. Secondo lei ai piani alti del Vaticano com’è stata presa questa decisione?

"Non lo so, non so se papa Francesco sia informato di tutto. Probabilmente Francesco non avrebbe preso una posizione di questo tipo, però credo che a volte a Papa Francesco rischiamo di far dire delle cose che in realtà lui non sta dicendo e non afferma. Anche la benedizione delle coppie omosessuali lui è molto aperto all’accoglienza e sul fatto che la persona omosessuale debba sentirsi accolta e non discriminata. Il passo che chiedo io è diverso da quello del Papa e secondo me questo passo il Papa non credo sia disposto a farlo”.

I problemi con la Chiesa, per don Mignani sono iniziati a Pasqua del 2021, quando rifiutò di benedire le palme contro l'impossibilità di benedire le coppie omosessuali.

Dopo che la notizia  è andata su tutti i media, l’anno scorso, tante coppie omosessuali sono venute a presentarsi, a conoscermi, a ringraziarmi per le mie posizioni. Qualche volta queste coppie le ho ospitate in canonica, dove ospito anche i miei genitori. Ieri ho ricevuto un messaggio che mi ha molto colpito, diceva ‘tu ci hai accolti in casa, ci hai dato una camera matrimoniale’. È di una coppia di due ragazze unite tra di loro, ‘questo per noi ha significato tanto, ci hai accolto come coppia, indicando che la nostra unione era bella anche nella manifestazione fisica, che è giusto che ci sia nel manifestare l’amore’. È questo il passo che la Chiesa a mio avviso dovrebbe fare, questo per dire, Papa Francesco non lo ha mai manifestato. Alcune manifestazioni che fa sono sempre in linea comunque con la dottrina della chiesa che dice la singola persona debba essere accolta, ma l’atto omosessuale è peccato. Quindi, ecco, non credo che lui approverebbe dal punto di vista dottrinale le mie posizioni”.

Non pensa che tanti della società civile siano in realtà più in linea con le sue posizioni rispetto a quelle della Chiesa, che dovrebbe fare un passo avanti?

Sì, è quello che la Chiesa deve fare ed è anche il passo verso cui mi sono espresso pubblicamente. Sicuramente avverto che la base delle persone ha un grande desiderio di rinnovamento, in particolare su questo punto. Da alcuni mesi c’è un Sinodo indetto da Papa Francesco. Il sinodo prevede l’ascolto di persone, capire come vivono il loro essere parte della Chiesa. Per dare il mio contributo ho realizzato un questionario in cui affronto tematiche come eutanasia, aborto e unioni omosessuali. Mi hanno risposto 434 persone. È stato un lavoro che mi ha arricchito. Mettendo insieme questi dati, per esempio riguardo alle coppie omosessuali, potrei dirvi che il 90% delle persone si è espresso a favore di un riconoscimento delle coppie e della possibilità che vengano benedette dalla chiesa.

Da parte della base c’è questo desiderio di cambiamento ma non solo. Anche tanti miei confratelli sono a favore di questo cambio, ma lo riscontro anche da parte di vescovi, come quelli Fiamminghi che avevano ipotizzato una liturgia ad hoc per poter benedire le coppie omosessuali. Anche i vescovi Tedeschi, in cammino con il Sinodo, hanno chiesto un cambio nella Chiesa. Prima o poi questo cambio avverrà, ma mi preoccupa il poi. Tante volte in passato la Chiesa ha rivisto le sue posizioni e le ha cambiate, ma i tempi sono lunghi e se i tempi lunghi compromettono la vita attuale delle persone, dietro c’è una sofferenza di persone. I ritardi sono ritardi pesanti in questo caso. Quindi il sinodo dovrebbe accelerare questo cammino di visione che effettivamente anche a mio avviso prima o poi avverrà”.

La sospensione secondo lei è un boomerang per la chiesa?

Purtroppo temo di sì. Io, anche al mio Vescovo, quando mi ha consegnato il decreto di sospensione ho chiesto se avesse la consapevolezza che questo gesto avrebbe creato scandalo tra i fedeli. Ho letto una lettera di una persona di 81 anni che ha indirizzato al Papa e al Vescovo. In questa lettera dice 'Io non avrei mai pensato di sentirmi lontana dalla vita di fede a causa di quello che sta succedendo a don Giulio'. Ci sono persone che si sentono in sintonia con queste tematiche che porto, e dicono 'se don Giulio viene sospeso per questo io la penso alla stessa maniera, vuol dire che anche io dovrò lasciare la Chiesa'. Questo è qualcosa che purtroppo sta creando disagio e scandalo tra le persone”.

Lei sarebbe pronto a lasciare definitivamente la Chiesa?

Logicamente se mi viene chiesto, certamente. Io cinque anni fa avevo già le valigie pronte, ne avevo già parlato con i miei genitori, ero pronto a lasciare perché da un lato rispetto alle mie posizioni sentivo una gerarchia che non mi voleva così come sono, e una parte di fedeli che non mi volevano così come sono. Così avevo preso la decisione di lasciare. Poi il confronto con altre persone che avevano il piacere di avere un prete 'diverso'. Mi hanno detto 'anche noi siamo chiesa e noi abbiamo bisogno di te, se tutti sono omologati, noi dove troviamo nutrimento?' Questo mi ha fatto riflettere e quindi non ho lasciato, perché farlo avrebbe voluto dire assecondare il fatto che la Chiesa fosse omologante, senza spazio per chi è 'diverso'. Io credo in una Chiesa aperta e inclusiva, che preveda posizioni diverse nel modo di stare all'interno della Chiesa. Anche adesso non intendo dimettermi da prete, eventualmente se vorranno saranno loro a dirmi che è finito tutto, ma io voglio rimanere per dire che c'è diritto di sentirsi a casa anche per le persone che la pensano come me”.

Perché è diventato sacerdote?

Io non provengo da una famiglia religiosa, mio papà è agnostico, mio fratello è ateo, mia mamma non aveva l'abitudine di andare a messa. Io ho ricevuto i sacramenti, poi come tanti ho smesso di frequentare. Avevo un contatto con un prete che mi risultava simpatico, ma questo non mi aveva fatto fare chissà che cammino. Poi avevo iniziato a lavorare in banca e un collega mi aveva fatto avere una rivista che parlava di un movimento religioso. Quella è stata una riscoperta del Vangelo, mi è piaciuto il messaggio di Gesù, ma conoscevo poco la Chiesa non avendo frequentato le parrocchie. Però mi sono detto che fosse bello essere tra le persone che portano al mondo il messaggio di Gesù, così mi sono accostato al seminario, un ambiente a me oscuro e lì ho iniziato un cammino di avvicinamento, ho preso l'aspettativa da lavoro e ho iniziato. È il messaggio di Gesù e la possibilità di portarlo nel mondo ad avermi affascinato”.

Qualcuno l'ha paragonata a don Gallo.

Io personalmente non l'ho conosciuto, ho ascoltato delle sue interviste, ho letto sue affermazioni. È un prete che ho stimato per il coraggio e le sue posizioni, forse lui era molto più veemente, io forse sono più timido come persona. A volte ci sono persone che, partecipando per la prima volta ad una mia messa e vedendomi così pacato, non hanno aspettative particolari su di me e poi, ascoltata l'omelia, rimangono felicemente stupiti. Don Gallo è una persona che ha fatto tanto bene all'interno della Chiesa, ce ne fossero come don Gallo”.

Francesco Li Noce e Isabella Rizzitano

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