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Innovazione | 28 novembre 2022, 07:14

"Call for innovation - lo sport Blue economy", conosciamo meglio i progetti vincenti: "EcoracerOD, il primo scafo riciclabile al mondo” proposto da “Northern Light”

Uno scafo interamente riciclabile, composto da resine termoplastiche e fibre naturali, una tecnologia con possibili applicazioni in altri settori, non solo nella nautica, dalle pale eoliche, all'arredamento, all'edilizia prefabbricata

"Call for innovation - lo sport Blue economy", conosciamo meglio i progetti vincenti: "EcoracerOD, il primo scafo riciclabile al mondo” proposto da “Northern Light”

Uno scafo interamente riciclabile, composto da resine termoplastiche e fibre naturali, destinato a regate e alle scuole vela, ma anche una tecnologia con possibili applicazioni in altri settori, non solo nella nautica, dalle pale eoliche, all'arredamento, all'edilizia prefabbricata. 

Questo è il progetto “EcoracerOD, il primo monotipo riciclabile al mondo” proposto da “Northern Light”, una delle innovative startup che hanno recentemente vinto la “Call for innovation, lo sport nella Blue Economy” bandita dal Comune di Genova all'interno della rete di eventi e progetti legati alla Ocean race.

La Voce di Genova ha raggiunto Fabio Bignolini, Co founder e CEO di Northern Lights per farci raccontare meglio com'è nato il progetto, che cosa comporta, che percorso sta seguendo e che possibili applicazioni ha. 

“L'idea è venuta parlando con altri amici, da sempre coinvolti nel settore velistico e della nautica, compagni di regate, chi è diventato ingegnere nautico, chi architetto navale. Abbiamo avviato questo progetto 3 anni fa, e nel 2020, con un primo prototipo, un piccolo dinghy, abbiamo vinto il premio Nautical Innovation del Salone Nautico” ricorda “nel 2021 l'abbiamo vinto nuovamente nella categoria degli scafi sotto i 10 metri, con una barca a vela di 7 metri, che ha navigato per un anno per dimostrare la qualità. Il nostro progetto è stato nominato barca del 2023”. 

Spiega poi più nello specifico il progetto: “Normalmente uno scafo è fatto in resine e fibre di vetro, non riciclabile e smaltibili in maniera costosa, il che fa sì che spesso gli scafi vengano abbandonati o affondati. Il nostro scafo è fatto invece con fibre di lino e resine termoplastiche che a fine vita dello scafo possono essere recuperate attraverso un processo chimico piuttosto complesso da spiegare, la pirolisi, per cui otteniamo al termine di nuovo la resina con le stesse proprietà iniziali e le fibre, non più con le stesse proprietà ma comunque riutilizzabili per altri scopi.”

E da una prospettiva dei possibili utilizzi al di fuori della specificità dello sport nautico: “ Si tratta di materiali che possono essere utilizzati ovviamente per ogni scafo normalmente costruito in resina e fibra di vetro, ma anche per pale eoliche, per esempio, o arredi, come strutture per divani, e ancora piccoli prefabbricati, strutture per mezzi di trasporto.”

Il progetto è avviato, ora siamo nella fase di passaggio dalla progettazione e dai prototipi alla produzione in serie, è qui che contiamo sul premio della call, ma stiamo anche avviando un crowdfunding” conclude.

Federico De Salvo

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