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Innovazione | 13 dicembre 2022, 15:16

Aree Ex Ilva, presentata la manifestazione di interesse per la creazione di un hub logistico

L'area interessata è di 270mila metri quadri, e sono previsti 400 nuovi posti di lavoro. A presentare la domanda sono colossi del settore logistico e dello shipping: Msc Group, Ignazio Messina & C. spa, Number 1 Lostics group spa e Interglobo

Aree Ex Ilva, presentata la manifestazione di interesse per la creazione di un hub logistico

270mila metri quadri e 400 posti di lavoro stimati nel settore della logistica predittiva: questi i numeri annunciati questa mattina a palazzo Tursi durante la conferenza stampa di presentazione del nuovo hub logistico di rilevanza nazionale che verrà creato nelle aree di proprietà di Società per Cornigliano spa, oggi oggetto di diritto di superficie alla società Acciaierie d’Italia spa. 

Le imprese che hanno presentato al Comune di Genova la manifestazione d’interesse per l’assegnazione delle aree sono quattro:  Msc Group, Ignazio Messina & C. spa, Number 1 Lostics group spa e Interglobo

Tali aziende hanno manifestato formalmente la propria intenzione e volontà di insediare all’interno delle suddette aree attività produttive legate alla logistica, in una zona inutilizzata da anni: lo scopo è quello di realizzare hub in grado di portare Genova al passo degli altri porti mondiali, creando e generando ricadute occupazionali anche al di là degli impiegati in tali settori. 

L’area dell’ex Ilva oggi occupa una superficie di 1 milione e 200mila metri quadri con un tasso di occupazione di sei addetti a ettaro. Tali spazi, in base all’accordo di programma, avrebbero dovuto restare a disposizione dell’azienda dell’acciaio.

Spiega il sindaco Marco Bucci: “Sono contento che gli imprenditori siano venuti a chiedere questi spazi, perché significa che Genova è attrattiva e abbiamo un futuro brillante davanti a noi. L’acciaio e la fabbrica di Cornigliano sono fondamentali per la città, vorremmo che ci fosse un’azienda che lavora tanto quanto accadeva negli anni scorsi e prima o poi riusciremo a tornare a questo obiettivo. L’accordo di programma è stato fondamentale per l’area, e vogliamo mantenerlo. La strada amministrativa sarà quella di fare un addendum all’accordo stabilito: l’impegno che lo stato e la regione, le amministrazioni comunali, sindacati e delle aziende hanno preso, ovvero mantenere una realtà produttiva e continuare a fare l’acciaio in maniera compatibile con la città deve essere mantenuto e nessuno lo mette in discussione. 

Dopodiché ci sono aree dove da 5 anni e mezzo non vedo nessuno che ci cammini sopra, dobbiamo fare in modo che queste aree diano ricaduta occupazionale ed economica alla città, è nostro dovere come amministrazione comunale. È quasi un obbligo morale far sì che queste aree siano in grado di dare economia alla nostra città. Non sarà una rivoluzione, ma un’evoluzione, e questo tavolo di oggi serve a comunicare al mondo che ci sono interessi da parte di imprenditori che vogliono investire e andare avanti in questa direzione. La prima a rompere l’accordo di programma, in realtà, è stata proprio l’azienda, che occupa meno personale rispetto a quello stabilito perché alcuni sono in cassa integrazione. Questa è la strada giusta, che porta al futuro dei prossimi 10, 20 anni”.

Nel 2023 affronteremo scelte strategiche legate al nuovo Piano Regolatore Portuale che decideranno le sorti di Genova e del Porto per i prossimi 30 anni - dice Paolo Emilio Signorini, presidente dell’Autorità di sistema portuale del Mar Ligure Occidentale - Insieme a Comune e Regione ci troviamo di fronte a una sfida: raggiungere il duplice obiettivo di valorizzare le aree portuali di maggiore interesse per la città e al contempo destinare aree oggi esterne al porto ad attività logistiche ad alto valore tecnologico e occupazionale naturalmente interconnesse con quelle portuali. Se negli anni passati non si è riuscito a dare una destinazione chiara, strategica e industriale alle aree ex Ilva, oggi questa è un’occasione che non si può mancare”. 

Spiega il consigliere delegato ai nuovi Insediamenti aziendali Davide Falteri: “Si tratta di una manifestazione di interesse aperta, e che quindi potrà vedere altre aziende aggiungersi. La manifestazione di interesse è un impegno scritto su nuove assunzioni per lo sviluppo di un hub di logistica predittiva, come ci chiede la logica del futuro. Le aree Ex Ilva, fortemente infrastrutturale e servite dalla vicinanza dei collegamenti via mare, ferro e aria, sono a oggi sottoutilizzate, con una densità occupazionale molto ridotta: con il nuovo hub, in una porzione di aree inutilizzate e che non interferirebbero con l’attività delle acciaierie, si avrebbe un effetto moltiplicatore sull’occupazione di almeno 5 volte sulla densità lavorativa dell’area in oggetto. Un modello Genova, quindi, legato al tema dello sviluppo industriale del territorio, dell’insediamento e dell’espansione nel tessuto locale di importanti realtà produttive legate al tema della logistica, delle infrastrutture fisiche e digitali. Ci saranno anche aree green, perché lo sviluppo della logistica prevede anche progetti in questo senso. 

Il primo step è ora riaprire accordo di programma e capire come ragionare con la società concessionaria per trovare una soluzione che possa far contenti tutti, nel rispetto dei reciproci interessi. Dopo si potrà dar seguito alle promesse fatte, che non sono solo annunciate ma scritte, con un impegno occupazionale dichiarato e firmato”. 

Falteri fa chiarezza su cosa si intende per logistica predittiva: “E' la tecnologia a servizio della logistica, che riesce, attraverso l’intelligenza artificiale, ad andare a prevedere i fabbisogni di produzione. Il magazzino comunica con la produzione e l’approvvigionamento delle merci diventa più puntuale: questo è il modello che si sta sviluppando adesso, ed è quello che si utilizzerà in futuro: lo vediamo quando riusciamo ad avere in mezza giornata a casa un acquisto che facciamo su una piattaforma online”. 

C’è un’area votata all’acciaio ma anche una parte che da anni non è utilizzata – dichiara il vice presidente di Società per Cornigliano Santiago Vaccaper queste aree è giusto pensare a nuove opportunità in chiave occupazionale”. 

L’intenzione delle aziende che hanno presentato la manifestazione di interesse, illustrata oggi in conferenza stampa a Palazzo Tursi, è di cooperare con il Comune di Genova per meglio definire e attuare l’operazione di assegnazione. 

Chiara Orsetti

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