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Cronaca | 21 gennaio 2023, 12:52

Delitto del trapano, si riapre il caso del misterioso omicidio di Luigia Borrelli

Dopo 27 anni la Procura ha disposto la riapertura del caso

Delitto del trapano, si riapre il caso del misterioso omicidio di Luigia Borrelli

Si riaccendono i riflettori della magistratura sul giallo che vede come vittima Luigia Borrelli.

Infermiera 42enne, Luigia aveva due giovani figli ed era costretta a prostituirsi per mantenersi e mantenere i figli. Alle difficoltà economiche ci sono da aggiungere i debiti lasciati dal marito, morto qualche anno prima del tragico delitto. La donna dunque vestiva i panni di infermiera di giorno mentre di notte si faceva chiamare Antonella e si spostava nei vicoli del centro storico per prostituirsi.  

Il 5 settembre 1995 Luigia è stata trovata senza vita in vico Indoratori, nel basso dove si prostituiva con un trapano verde conficcato nella gola. Una morte terribile che ha portato il caso alle cronache nazionali.

Quello del “delitto del trapano” non solo rimane un caso misteriosamente irrisolto della storia criminale italiana ma porta con con sé una tragica scia di sangue e di vite spezzate. 

Tra i probabili assassini finì Ottavio, un elettricista genovese che si era innamorato di Luigia e che spesso frequentava il basso dove Luigia si prostituiva. All’inizio le ricerche si sono concentrate sull’elettricista perché il trapano trovato sulla scena del delitto era di sua proprietà. Il test del dna scagionerà in seguito Ottavio ma sarà troppo tardi perché nel 1996 l’elettricista, per paura di essere scoperto dai suoi familiari e vinto dall’onta, si suiciderà gettandosi dalla sopraelevata.

I figli, all’oscuro della seconda vita della madre, fin da subito non rientrano tra gli indagati. Il figlio maschio nel 2014, caduto nel vortice della depressione, si toglie la vita nello stesso modo di Ottavio.

Nel 1999 una svolta: in Sardegna i carabinieri salvano un uomo che stava per suicidarsi. L’uomo dirà poi di essere a conoscenza di informazioni sul caso Borrelli. Secondo la sua ricostruzione quella notte del 1995 venne nell’albergo genovese gestito dalla suocera un uomo insanguinato che chiedeva discrezione e abiti puliti in cambio di denaro. Il testimone in seguito ritrattò tutto e il caso si bloccò nuovamente.

La svolta di questi giorni:

Arriviamo dunque ai giorni nostri. Secondo quanto riportato da Il Secolo XIX la procura di Genova indaga di nuovo sull’omicidio di Luigia Borrelli. La figlia di una collega della vittima, dopo l’uscita di un libro scritto dai cronisti del Secolo XIX, avrebbe rivelato che Luigia aveva una relazione con un medico, primario in un ospedale che la ricattava. Si tratterebbe di un primario che al tempo lavorava in uno dei principali istituti della città ed oggi deceduto. Il medico avrebbe conosciuto la vittima in ospedale. Tocca ora alla Procura far luce su un caso che non ha ancora il nome dell’assassino da più di 25 anni.

Redazione

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