"Accolgo con soddisfazione lo sblocco da parte di INPS al pagamento della cassa integrazione per i lavoratori di Funivie. È stata utile in questo senso, l’audizione nella III commissione consigliare attività produttive, della quale sono vicepresidente, della struttura commissariale, dell’Autorità portuale di sistema, dei comuni di Savona e Cairo Montenotte, dell’Unione Industriali di Savona, dei sindacati e delle RSU. Ora la partita sulla quale sono chiamati tutti i soggetti coinvolti, in particolare la struttura commissariale e Regione Liguria, è quella della ricostruzione dell'impianto e la formazione del personale per la nuova messa in funzione. L’obiettivo deve essere quello di costruire da parte dei Commissari un percorso condiviso e con tempi certi, dall'affidamento dei lavori per la ricostruzione, alla manutenzione necessaria all'impianto con il coinvolgimento sia dei lavori sia di aziende esterne. Parallelamente è necessario un impegno di Regione Liguria per la formazione del personale che dovrà essere pronto al momento della rimessa in funzione dell'impianto. Con il periodo di cassa integrazione è possibile strutturare un piano di aggiornamento sul piano delle attività ferroviarie e del processo di integrazione ferro-fune, un filone che andrà ad alimentare un possibile canale di sviluppo sul fronte della stessa logistica portuale”, dichiara il consigliere regionale e vice presidente della commissione attività produttive Roberto Arboscello.
“Dal 2024, con la fine del commissariamento, Funivie potrà avere un nuovo soggetto gestore, che garantisca un piano industriale e garanzie sui livelli occupazionali. Per arrivare pronti all’appuntamento è necessario partire subito con la programmazione. Un dovere nei confronti dei lavoratori che vivono nell’incertezza dal 2019 (anno della chiusura) e di tutta la Provincia di Savona che ha subito la chiusura del trasporto funiviario del carbone e il conseguente passaggio al trasporto su gomma, sia in termini di sviluppo economico sia di qualità dei livelli di sicurezza stradale”, conclude Arboscello.














