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Attualità | 26 giugno 2023, 09:40

Il 26 giugno si celebra la giornata mondiale contro l’abuso e il traffico illecito di droga, il punto degli Educatori professionali

e ricadute che l'uso di sostanze hanno sulla salute psicofisica dei giovani e giovanissimi si estendono anche ad implicazioni sociali e, ovviamente, di tipo legale, aspetto che spesso viene sottovalutato dai consumatori stessi

Un recente sequestro di stupefacenti

Un recente sequestro di stupefacenti

«Come sappiamo l'uso e l`abuso di sostanze stupefacenti è una condizione vissuta da milioni di persone nel mondo che si ritrovano ogni giorno a combattere non solo con gli effetti che le sostanze producono sul normale stato di salute psico-fisica, ma anche con le ricadute sociali di stigma e discriminazione, conducendo spesso chi si trova in questa situazione a non accedere ai servizi di cura presenti sul territorio, rimanendo incastrati in una condizione spesso legata alla vergogna e al senso di fallimento» è quanto afferma Elena Solinas, vicepresidente della Commissione di albo degli Educatori professionali dell’Ordine TSRM e PSTRP di Genova, Imperia e Savona.

Quello del ricorso alle droghe non è un fenomeno diffuso solo tra i giovani ma è ben radicato anche nella popolazione adulta, indistintamente tra uomini e donne. Certamente, quello che sappiamo, è che questo fenomeno inizia sempre più precocemente e sta iniziando ad evidenziarsi già nella fascia di passaggio tra la preadolescenza e l`adolescenza con un uso non solo legato alla socializzazione e all’integrazione nel gruppo, ma anche con frequente assunzione individuale per combattere ansia, stress, insonnia e malessere psichico.

Le ricadute che l'uso di sostanze hanno sulla salute psicofisica dei giovani e giovanissimi si estendono anche ad implicazioni sociali e, ovviamente, di tipo legale, aspetto che spesso viene sottovalutato dai consumatori stessi. Quello dell'Educatore professionale, professione sociosanitaria ricompresa negli Ordini TSRM e PSTRP, può essere un ruolo chiave nel promuovere l'accesso ai servizi presenti sul territorio favorendo la presa in carico e collaborando con l`équipe, nel proporre programmi che al sostegno farmacologico e psicologico, prevedano interventi con evidenze scientifiche basati sulla motivazione e sul cambiamento di condotte disfunzionali. «L'Educatore professionale -  continua Solinas - può essere una risorsa nell'agire preventivo con giovani e giovanissimi mediante interventi sia di natura informativa (quindi legati alla conoscenza delle sostanze, dei loro effetti sulla salute e sulla legalità di queste) ma anche di natura educativa, grazie alla promozione di interventi volti a stimolare l'acquisizione di competenze di vita, conosciute anche come “Life Skills” , (ne sono esempi il pensiero critico, il problem solving, la gestione dello stress e la gestione emotiva), che se in possesso, come ci dice l'Organizzazione mondiale della sanità, forniscono un ottimo strumento di autodeterminazione, compiere scelte salutari di vita e comprendere le conseguenze delle proprie scelte gestendo al contempo in modo funzionale le proprie emozioni e difficoltà quotidiane senza dover ricorrere alle sostanze per farlo».

Redazione

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