Camminare è un’ottima terapia per rimettersi in contatto con sé stessi: la mente vaga libera mentre il fisico si impegna e, un passo dopo l’altro, copre il percorso.
Capita spesso che poi, mentre si cammina anche per la città in cui si vive, si finisca con lo stupirsi di quanto si ha accanto.
Lo sa bene Claudio Chiavari, autore del libro ‘Per i sogni non ci sono segreti’, un racconto in cui i protagonisti sono Testa e Piedi, le due estremità del corpo che, dopo qualche scaramuccia iniziale, imparano ad andare d’accordo e a collaborare per arrivare alla meta.
“Questo libro - racconta Chiavari - nasce dall’esperienza che ho fatto alla fine del primo lockdown, nel 2020, sulla Francigena. Da sempre sono legato al trekking e al Cammino di Santiago; nel giugno di quell’anno avevo bisogno di stare da solo con me stesso ma le limitazioni portate dalla pandemia si facevano sentire. Ho deciso allora di percorrere l’ultima tappa della via, da Viterbo a Roma. Mi sono organizzato per bene e sono andato ‘dietro casa’”.
Dall’esperienza del cammino è nato un libro, scritto sotto forma di dialogo tra Testa e Piedi: “Perché ho scelto il dialogo? Bisogna dire che a differenze delle altre due volte in cui ho fatto il cammino di Santiago, soprattutto il primo in cui non ero preparato e mi sono fatto male subito, questa volta ero ben cosciente. Sono arrivato a Roma tranquillamente e mi sono reso conto che quando ho avuto momenti di difficoltà, la testa non è andata avanti e ha lasciato spazio ai piedi che guidavano il passo, superando il momento”.
Camminare e stupirsi sono stati il filo conduttore dell’avventura di Chiavari: “Camminare fa vedere le cose in un altro modo, guardi quel che è intorno a te in maniera diversa. Io, vivendo a Roma, a volte passo davanti al Colosseo, per esempio, ma sono in auto e nemmeno mi rendo conto di dove sono. Se invece ci passo camminando, lì come in qualunque altro posto di Roma, mi stupisco. Questo è fondamentale per ognuno di noi, stupirsi”.
“Ho percorso tante strade che per me hanno un significato importante - prosegue l’autore - ciò di cui mi sono reso conto in questo mio cammino è stato che sono capace di fare cose che non avrei immaginato possibili. Stando da solo e collegando testa e piedi, elemento fondamentale, sono riuscito ad arrivare a destinazione. Sono stato sconsiderato, lo dico e lo ripeto, ma me ne sono reso conto quando già stavo camminando e non potevo più tornare indietro. Alla fine sono arrivato a San Pietro”.
Il ricavato delle vendite del libro sarà devoluto all’associazione Maruzza Regione Liguria che si occupa di assistere bambini fragili e di offrire supporto alle famiglie con diverse attività.
Un incontro avvenuto per caso: “Anche il cammino della vita, spesso, ti mette davanti a situazioni che neanche sai perché ti ci ritrovi. Però, se ti fermi un attimo, e camminare è andare lento, quindi riflettere, se pensi a quello che sta succedendo intorno a te, ti rendi conto che sei in un momento importante della tua vita. A febbraio ero al Gaslini per lavoro, avevo un incontro con il dottor Luca Manfredini e con Maria Teresa Castelli, presidentessa dell’associazione, per raccogliere nel libro dei 170 anni dell’istituto farmaceutico militari le loro testimonianze. Dico biblicamente che sono stato colpito sulla via di Damasco, a proposito di cammini, e ho sentito il bisogno di fare volontariato con loro. Roma e Genova, però, non sono dietro l’angolo ma abbiamo ancora tante cose in serbo tra cui un libro per raccontare la realtà dei bambini fragili che speriamo veda la luce l’anno prossimo”.















