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Eventi | 28 novembre 2023, 08:57

Un pranzo solidale e una cerimonia per ricordare don Gallo e San Benedetto

Tutto cominciò l’8 dicembre del 1970. Si torna a celebrare quella magnifica pagina di umanità e solidarietà

Un pranzo solidale e una cerimonia per ricordare don Gallo e San Benedetto

La Comunità di Don Gallo si prepara a celebrare il suo cinquantatreesimo anniversario, per la prima volta dopo il la pandemia senza alcuna restrizione o limitazione. Una comunità nata l’8 dicembre 1970, il giorno dell’Immacolata, quando don Andrea Gallo arrivò nella parrocchia di San Benedetto al Porto e venne accolto da Federico Rebora. 

Per ricordare quel giorno, che ha poi segnato l’inizio di un’epoca, si festeggerà con una messa in ricordo del prete che è sempre stato dalla parte degli ultimi (alle 11.45 a San Benedetto), seguita da un pranzo collettivo e da un incontro aperto alla città nei locali della Sala Chiamata del porto dedicato allo spazio SpinTime di Roma, che si trova vicino a San Giovanni e si occupa di accoglienza, ma che si trova al momento sotto sgombero per decisione del ministro dell’interno Piantedosi. 

Domenico Chionetti, il braccio destro di Don Gallo che continua ancora oggi a portarre avanti la sua missione, spiega che la scelta di invitare una comunità come quella romana abbia un significato profondo: la loro accoglienza e la loro resistenza: “Ospita oltre cinquecento persone, produce cultura e inclusione, offre opportunità di lavoro in una città come Roma, in un momento in cui di impegni di questo tipo serve ribadirne l'importanza”. 

“In questo tempi di piazze ritrovate, per la Comunità San Benedetto al Porto rivedersi rappresenta un momento di gioia e condivisione ma è anche e soprattutto un modo per incontrare altre comunità, sostenersi reciprocamente e affrontare insieme le difficoltà della vita quotidiana. La marca fucsia che ha sfilato a Roma e in tutto il Paese contro la violenza sulle donne ci ha ridato forza e speranza. Rivedersi significa difendere le fragilità, tutto ciò che è considerato minoranza ma che se sa unirsi diventa maggioranza, significa andare orgogliosi delle diversità e delle nostre differenze” conclude Chionetti. 

A celebrare la messa saranno don Gianni Grondona, don Claudio Ghiglione e don Mattia Ferrari, cappellano di una delle navi di soccorso dell’ONG Mediterranea e che è impegnato a SpinTime. Al pranzo in sala chiamata è prevista la partecipazione anche di Suor Adriana e Fabrizio Nizi della comunità romana occupata, Tommaso Basilici di Mediterranea e Pino Petruzzelli.

C.O.

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