Presidio sociale: con un orario prolungato. Con un servizio di ristoro, consulenza anche sanitaria, servizi e prime necessità. Nel cuore del ghetto, in vico della Croce Bianca 24r, centro storico di Genova, dove i problemi negli ultimi mesi, e le fragilità si sono acuite.
Spaccio, situazioni limite, disagio sociale in alcune delle aree più belle e complesse del centro storico genovese, e che da mesi chiedono una risposta: Regione e Comune hanno aumentato il presidio territoriale, con quello che è concepito come servizio di prossimità e accoglienza rivolto a persone in stato di fragilità e marginalità. E con un orario ora prolungato, fino all'1 di notte, per garantire un punto di riferimento, acceso, per chi ha necessità, per situazioni di dipendenze o gravi difficoltà economiche. Presentato ieri sarà attivo nei prossimi giorni, non più solo in orario di sportello diurno: l'attivazione in via sperimentale prevede fino all'1 di notte una luce accesa, con supporto con ristoro e beni di prima necessità (cibo, bevande calde, pacchi alimentari), servizi igienici di base (docce, lavatrici, barbe), consulenza legale e orientamento verso altri servizi sociali e sanitari e spazi di socializzazione protetti per recuperare le energie e costruire relazioni di fiducia. Questo nell'obiettivo di Comune di Genova e Regione Liguria, attraverso una stretta collaborazione tra l’Assessorato alle Politiche Sociali del Comune e l’Assessorato Regionale alle Politiche Sociali, con un cofinanziamento di 300mila euro.
"Siamo arrivati a questa decisione attraverso un incontro di ascolto delle esigenze, a fine dicembre scorso - dice l'assessore alle politiche sociali del comune, Enzo Costa - con un ampliamento di orari e di giorni, soprattutto per allargare anche alle ore notturne questo servizio. Un investimento anche organizzativo, sono state assunte 5 persone per il pomeriggio e altre 4 per la sera, che dà garanzia di presenza tutti i giorni, un grosso passo avanti".
Arriva in un momento difficile, in particolare per le aree più complesse del centro storico. "Oggi le sostanze sono molto più potenti - sottolinea l'assessore - si parla di crack e di fentanyl, di rischi di aggressività e degrado sociale che tendono ad aggravarsi in questo tipo di situazioni".
Cosa si potrà trovare all'interno dello sportello? "Anzitutto una persona - dice Costa - che ascolti. Che ascolti un progetto di vita, magari offuscato dall'uso di sostanze. Ognuno ha una storia: questo è un luogo di incontro, per far scattare una scintilla, capire che ci sono altre possibilità. Un momento di ascolto, che è fondamentale. Associato, c'è un approccio sanitario. Da questo contatto si può mettere in moto un percorso di avvicinamento, magari non immediato, ma attivabile". E poi un luogo sicuro. "Aggiungiamo anche la possibilità di un pacco alimenti, o anche solo una tazza di tè, un caffè - conclude Costa- c'è chi arriva e non ha niente. E' la possibilità di un approdo che aiuta anche nelle relazioni".
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