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Attualità | 31 maggio 2025, 11:59

Borzoli e Fegino alzano la voce: “Non siamo rifiuti indifferenziabili”


Il comitato spontaneo dei cittadini protesta contro il nuovo progetto Amiu di trasferenza dei rifiuti, depositato in Regione senza coinvolgimento del territorio. “Siamo pronti a mobilitarci per contrastare quello che a noi sembra essere l’ennesimo progetto che ci considera solo effetti collaterali di poca importanza e non persone”

Borzoli e Fegino alzano la voce: “Non siamo rifiuti indifferenziabili”


Borzoli e Fegino tornano a far sentire la propria voce. Dopo aver appreso dai media del deposito in Regione Liguria del progetto di riqualificazione dell’ex stabilimento Dufour di AMIU in Corso Perrone 124, i residenti – riuniti nel Comitato spontaneo cittadini Borzoli e Fegino – denunciano con forza l’ennesima decisione presa “senza alcuna informazione o coinvolgimento della cittadinanza”.

Nel comunicato diramato in queste ore, i cittadini attaccano duramente l’ipotesi di un nuovo impianto di trasferenza multifrazione, che includerebbe anche la gestione dei rifiuti indifferenziati: “Da organi di stampa apprendiamo che in questi giorni, presso gli uffici tecnici di Regione Liguria, è stato depositato il progetto datato 2022, di riqualificazione dell’ex stabilimento Dufour di AMIU in Corso Perrone 124, già oggi operativo per la raccolta di alcune frazioni di rifiuti differenziati come legno, ingombranti e Raee, e di parte di rifiuto organico per altro in cassoni aperti, banchetto per numerosi gabbiani, di un impianto di trasferenza multifrazione che possa gestire anche l’indifferenziata per svolgere il ruolo di “centrale di smistamento” dei rifiuti, indifferenziati o no, destinati ad essere poi trasportati fuori regione.”

L’area è già oggi operativa per alcune frazioni di rifiuto differenziato (legno, ingombranti, Raee e parte dell’organico) e, sottolineano i residenti, è afflitta da condizioni ambientali complesse e critiche, che pesano sulla qualità della vita.

“Vorremmo ricordare che questo quartiere è già sottoposto a numerose servitù che da tempo vengono denunciate dagli abitanti e dallo scrivente comitato spontaneo cittadini Borzoli e Fegino, che hanno un impatto importante sulla qualità della vita delle persone e soprattutto non è mai stato oggetto di un serio monitoraggio ambientale e sulle ricadute che queste hanno sulla salute delle persone.”

Uno degli elementi più preoccupanti, secondo il comitato, è la vicinanza del nuovo impianto al deposito di idrocarburi IPLOM, classificato come “industria insalubre di prima classe” e soggetto alla normativa Seveso III. A questo si sommano i cantieri del Terzo Valico, il traffico pesante e la presenza di numerose attività logistiche, creando – dicono – un “accumulo di criticità insostenibile”. “Ricordiamo che qui insiste un deposito di idrocarburi, IPLOM, che è azienda a rischio incidente rilevante oltre a quelle di una via altamente trafficata, della presenza di cantierizzazioni per i lavori dell’ultimo miglio terzo valico-nodo ferroviario ormai decennali, di aziende della logistica, dello stesso impianto di Amiu.”

Nel comunicato viene poi richiamata l’attenzione sul plesso scolastico trasferito da tempo da via F.lli di Coronata per lavori di ristrutturazione ancora in corso, senza una chiara prospettiva di ritorno nel quartiere: “Proprio di fronte allo stesso, ricordiamo, è stato trasferito l’intero plesso scolastico del comprensivo di Borzoli  che ad oggi, non si sa se e quando saranno ultimati e se e quando la nostra scuola potrà ritornare nel sito originale a Borzoli, unica soluzione voluta dall’intero quartiere.”

Il comitato accusa l’amministrazione comunale uscente (Bucci–Piciocchi) di mancata trasparenza e dialogo con i cittadini: “Da oltre un anno, tutti noi stiamo aspettando che l’amministrazione uscente convocasse una assemblea pubblica, per confrontarsi sulle tante problematiche e relativi impatti che il quartiere dovrà subire e subisce.”

La promessa è chiara: i cittadini non resteranno in silenzio. “Siamo pronti a mobilitarci per contrastare quello che a noi sembra essere l’ennesimo progetto che ci considera solo effetti collaterali di poca importanza e non persone, che hanno diritto ad avere una dignitosa e decente qualità della vita e tutela della salute e sicurezza.” Nel finale del comunicato, il comitato esprime gratitudine al Comitato liberi cittadini di Certosa per il sostegno ricevuto.”

Redazione

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