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Attualità | 21 maggio 2026, 17:48

‘Porto Amico’: il piano in sei punti della Fondazione Primavera per una migliore armonia tra scalo container e Ponente

Il documento, redatto dal ‘think tank’ a suo tempo fondato da Guido Barbazza, già presidente del Municipio VII, è stato presentato ad Autorità Portuale, Psa, difensore civico e Capitaneria di porto

Un render contenuto all'interno del progetto 'Porto Amico' elaborato dalla Fondazione Primavera

Un render contenuto all'interno del progetto 'Porto Amico' elaborato dalla Fondazione Primavera

Completamento della riqualificazione del litorale, prolungamento della passeggiata ciclopedonale su tutto il lato di levante della piattaforma portuale, realizzazione di un ponte ciclopedonale sul canale di calma. E ancora, fermata ferroviaria di Pra’ Palmaro e sovrappasso ciclopedonale di collegamento con il porto, costruzione del ponte ciclopedonale sul rio San Michele e prolungamento del canale di calma sino al rio San Giuliano a Voltri

È la proposta, in sei punti fondamentali, denominata ‘Porto Amico’, redatta dalla Fondazione Primavera e presentata, in un incontro svoltosi di recente, sia ad Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale che al difensore civico della Regione Liguria, ma anche a Psa (gestore dello scalo di Pra’) e alla Capitaneria di porto

I cittadini del Ponente genovese, e in particolare quel ‘think-tank’ fondato a suo tempo da Guido Barbazza, già presidente del Municipio VII Ponente nel precedente ciclo amministrativo, hanno elaborato alcune loro idee per mitigare ulteriormente l’impatto dello scalo container con il territorio, per completare alcune azioni promesse da anni (ma sinora non mantenute) e per operare una vera e propria rigenerazione urbana, a beneficio non solo della delegazione di Pra’, ma di tutto il territorio tra Pegli Voltri. Il tutto in un momento storico in cui le prospettive di ampliamento del porto di Pra’, e in particolare della piattaforma, non sono affatto sopite, anzi sono state rilanciate nelle scorse settimane dal presidente dell’Authority, Matteo Paroli, che ha parlato concretamente della possibilità di un riempimento a ponente, per consentire l’attracco in simultanea di una quarta nave. 

Ecco allora che il lavoro della Fondazione Primavera diventa ancora più importante. Barbazza lo ha illustrato al difensore civico Francesco Cozzi, a Fabrizio Mansueto di Autorità Portuale, a Fabio Bucchioni di Psa Italy e al capitano di fregata Paolo Leone. Sono intervenuti anche rappresentanti di Arpal e dell’associazione Medici per l’Ambiente.

“Questo incontro rappresenta un passo avanti importante nel percorso di transizione ecologica e convivenza armonica tra Pra’ e il suo porto”, osserva Barbazza, mentre Cozzi aggiunge: “La tutela della salute e dell’ambiente è un diritto primario dei cittadini che può e deve camminare di pari passo con la sostenibilità industriale dello scalo portuale”.

Nella visione di ‘Porto Amico’, lo scalo container deve diventare un’isola, “schermata e resa invisibile dall’abitato con collinette e alberi curati e mantenuti, ma anche con banchine elettrificate e dispositivi di carico e scarico containers elettrici e silenziati e con un trasporto container prevalentemente su ferrovia”.

Inoltre, “occorre un monitoraggio continuo di qualità dell’aria ed emissioni acustiche e vanno pensati contributi economici dalle attività portuali per Pra’”. Si parte dall’immediatezza: “Vale a dire - spiega Barbazza - una proposta concreta da parte della Fondazione Primavera e supportata dal difensore civico: l’installazione di una nuova centralina specificamente dedicata alla rilevazione e al monitoraggio dei fumi emessi dalle navi in transito e in sosta nel bacino di Pra’. Ci sembra un doveroso strumento di tutela della salute dei cittadini”.

Poi, sarà la volta di aprire il libro dei sogni. Sono lì, uno dietro all’altro, nei render che la fondazione ha lasciato nelle mani di Autorità Portuale e di Psa. Chissà se questi sei punti troveranno mai applicazione.

Alberto Bruzzone

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