Una fermata cancellata e mai più tornata, una strada lasciata senza scarichi e che si allaga. Un semaforo piazzato in mezzo al marciapiede, rendendo impossibile il passaggio a disabili e passeggini. E poi, ancora, segnaletica carente, manovre pericolose e anziani costretti a fare lunghi tratti a piedi sotto il sole: è questo il 'limbo' quotidiano di via Chiaravagna, all'intersezione con Via Giotto, a Sestri Ponente, a due passi da via Borzoli, dove da oltre dieci anni cittadini e commercianti chiedono il ripristino della fermata dei bus 53 e 170.
Tutto comincia con l’alluvione del 4 ottobre 2010 e che quattro anni dopo ha portato alla necessità di abbattere i palazzi al civico 15 di via Giotto; in quell’occasione, viene soppressa la fermata dell’autobus, allora (come oggi) fondamentale per la mobilità del quartiere. Doveva essere, teoricamente, una rimozione temporanea ma, invece, è diventata definitiva, dove attualmente la porzione di spazio è occupata da uno scarico merci.
“C’è stato un continuo rimpallo di responsabilità tra Comune, Amt e viabilità – racconta Gianni Pellegrini, titolare della Formaggeria Smile, presente in zona dal 1990 – ma il risultato è che da allora non passa più nessuno qui. I bus continuano a passare, ma senza fermata le persone scendono direttamente alla prima disponibile, ovvero a ridosso di Via Sestri e questo è un danno concreto, quotidiano. E non è solo questione di commercio: gli anziani devono farsi tutto il pezzo a piedi, anche sotto il sole o con la pioggia”.

Pellegrini non è l’unico a denunciare il problema, ma anche i residenti e studenti degli istituti Rosselli, Bergese e Mazzini, che di fatto si trovano privi di collegamenti comodi. Chi deve recarsi al lavoro col trasporto pubblico è costretto a deviazioni scomode e perdite di tempo.
E nel frattempo, la zona accumula nuovi problemi: “Quando piove si allaga tutto – prosegue il commerciante – dal nostro lato del marciapiede fino alle strisce pedonali si creano vere e proprie pozze. Non è mai stato fatto uno scarico dell’acqua. È pericoloso per tutti”. Questo succede perché "non è stato fatto uno scarico dell’acqua", sottolinea.

La moglie rincara: “Un assessore ci aveva detto che avrebbe girato la segnalazione, ma poi non si è più fatto sentire nessuno. È così da anni. Ci sentiamo abbandonati, completamente dimenticati”.
Ma non è finita: durante i lavori presso l'incrocio tra via Giotto e via Borzoli, è stato installato un semaforo in mezzo al marciapiede, creando un nuovo paradosso urbano: “Un disabile o una mamma con la carrozzina non può passare – spiegano i commercianti – quindi la gente si butta in strada. Ma questa sarebbe la sicurezza? Quando abbiamo chiesto chiarimenti agli operai, ci hanno risposto che era tutto ‘sulla piantina’ e così hanno fatto".

A preoccupare, però, è anche la sicurezza stradale: “Spesso le macchine salgono contromano da piazza Aprosio. In queste settimane uno stava per girare verso via Chiaravagna, rischiando un incidente. Servono cartelli chiari. Lo abbiamo segnalato più volte, ma niente si muove”.
Anche la tabaccheria Giacobbe lamenta la situazione: “Ce lo aveva promesso l’assessora Bordilli – racconta il titolare Germano Giacobbe – Fino a prima delle elezioni l’ho ricontatta, mi ha detto che ci si stava lavorando ma poi non c’è stato più nessun riscontro e ad oggi ci troviamo ancora così".
Giacobbe ha inviato diverse mail, tra cui una il 15 ottobre 2024 indirizzata all’allora sindaco Marco Bucci, all’ex assessore Paola Bordilli, a Ilaria Gavuglio, all'allora segretario della Lega Edoardo Rixi e all'ex capogruppo Stefano Balleari. Un’altra segnalazione è partita il 26 febbraio 2025 anche all’ex assessore alla sicurezza Gambino e all'ex presidente del Municipio, Cristina Pozzi.
Ma la situazione è rimasta immobile.Il 28 febbraio 2025, il consigliere Pd Davide Patrone, ai tempi capogruppo del partito in consiglio comunale, ha presentato un’interrogazione comunale sul tema. La risposta dell’amministrazione non ha però risolto nulla: “La questione è oggetto di attenta valutazione. La fermata fu rimossa per mancanza di condizioni strutturali e di sicurezza. Il ripristino potrà avvenire solo dopo interventi infrastrutturali adeguati e disponibilità di coperture economiche”.





Tradotto: nessun intervento è attualmente previsto. E chi vive e lavora in via Giotto rimane senza risposte, e come sottolineano i commercianti la sensazione è proprio quella di sentirsi “abbandonati”.


















