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Politica | 03 settembre 2025, 18:45

Ex Ilva, è no al forno elettrico da Avs nel Municipio Medio Ponente. Curcio: “Noi corniglianesi traditi, non vogliamo compensazioni”

“Non sarà mai domani a Cornigliano se prevarranno interessi personali o logiche di partito. Bisogna che la sindaca cominci a servirsi dei dati dell’osservatorio ambiente e salute”. Sulla stessa linea Amorfini (Lega) e Laguzzi (FdI): “Tornare indietro di vent’anni è follia, domani saremo in piazza”

Ex Ilva, è no al forno elettrico da Avs nel Municipio Medio Ponente. Curcio: “Noi corniglianesi traditi, non vogliamo compensazioni”

Un consiglio municipale acceso, quello andato in scena oggi nel Medio Ponente: al centro del dibattito l’ex Ilva di Cornigliano e l’ipotesi di un forno elettrico, tema che continua a dividere la politica cittadina e ad accendere la mobilitazione della delegazione.

Dopo la denuncia dei capigruppo di maggioranza che ha espresso, attraverso una lettera letta in consiglio, una "profonda amarezza per la mancata convocazione da parte della Regione, del Presidente Fabio Ceraudo all'incontro di ieri con il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso", ha preso la parola Maria Curcio, consigliera di Alleanza Verdi e Sinistra, con una dura espressione di sentimento: “In seguito ai fatti recenti mi sento di parlare a nome di tanti corniglianesi che hanno creduto al motto della sindaca ‘mai più decisioni dall’alto’. Ci sentiamo traditi, perché siamo rimasti in attesa di una presenza istituzionale che tutelasse la nostra salute, dopo che abbiamo già pagato con vite e malattie la siderurgia in mezzo alle case. Questo piano industriale è inaccettabile. Non vogliamo compensazioni, soprattutto quando si rivelano una fregatura. Le compensazioni previste, infatti, sono già state coperte con i nostri soldi: quei famosi 100 milioni destinati a Cornigliano per ciò che abbiamo pagato, ma che spesso sono stati spesi in modo improprio, lavando la coscienza di chi sapeva di avvelenarci". 

E ancora: "Non ci sarà mai un domani a Cornigliano se si proseguirà su questa strada. Al convegno Fiom la sindaca ha detto che si sarebbe avvalsa di dati scientifici, ma noi non siamo rimasti fermi: ci siamo istruiti anche noi, con medici ed esperti indipendenti, non con tecnici di parte. Non esiste un forno green: è solo un’etichetta usata per dire che non inquinerà, ma non è vero. Parlare di un 30% in meno di emissioni è una frottola che non significa nulla, perché il forno elettrico porterà comunque inquinamento. Domani alle 17, ai Giardini Melis, ci sarà una manifestazione con chi porta sulla pelle i segni di morti e malattie. Quelle persone si augurano di essere affiancate da noi, che siamo stati eletti e ci siamo assunti la responsabilità di tutelarne la salute. La Fiom ha già dichiarato che sarà presente, preoccupata per i modi non democratici con cui si sta andando avanti". 

"Esiste un Osservatorio di ambiente e salute, ed è necessario che la sindaca cominci a utilizzarne i dati. Cornigliano è una delegazione giovane, ma proprio i giovani si ammalano: qui registriamo il 30% di malattie in più rispetto al resto di Genova. Dobbiamo cambiare registro. Non si può parlare di transizione ecologica: il forno elettrico non lo vogliamo, perché inquina eccome. Addirittura produce emissioni di diossido di azoto pari a quelle di 400 mila auto al giorno che percorrono 30 chilometri. Tutto questo finirà nei nostri polmoni, coinvolgendo anche le delegazioni vicine che si ritroveranno a pagare con le stesse malattie. Abbiamo tutti delle famiglie: per una volta i partiti si pieghino alla volontà dei cittadini, gli stessi cittadini di cui hanno bisogno quando ci sono le elezioni", conclude. 

A sorpresa, la sua posizione ha trovato sponde nelle file della minoranza di centrodestra tra Fratelli d'Italia, Lega e Forza Italia. Alessandro Laguzzi (Fratelli d’Italia) ha dichiarato: “Condivido il discorso della consigliera Curcio. Vorrei sapere quali rapporti scientifici siano stati letti fino a ieri, visto che si è detto sì indistintamente. A margine dell’incontro con le istituzioni, l’unica preoccupazione sembrava essere la mancanza di investitori e di soldi. Io lo vedo come un ricatto: salute in cambio di lavoro. Domani scenderemo in piazza, perché tornare indietro di vent’anni sarebbe una follia". 

Sulla stessa linea Maurizio Amorfini, capogruppo della Lega: “Come mai oggi l’Accordo di programma viene calpestato? Io ce l’ho con tutti, non è questione politica. Si potevano portare aziende sane, dare opportunità ai lavoratori. Domani sarò in piazza”.

Un fronte critico dunque trasversale, ma che ha visto una replica del presidente Ceraudo dopo le considerazioni della minoranza: “Vorrei ricordare – ha detto il presidente del Municipio - che il ministro Urso, che sostiene il forno elettrico, è di Fratelli d’Italia, e che  il presidente di Regione Marco Bucci ha detto ‘o niente o forno elettrico’. Chiedo ai consiglieri di tradurre queste prese di posizione in atti ufficiali”.

Federico Antonopulo


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