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Attualità | 30 luglio 2026, 14:49

Lettera ai CIV, tensione tra Palazzo Tursi e commercianti. Salis tenta di ricucire e promette revisione del Protocollo

Dopo la bufera scatenata dalla missiva dell'assessora Beghin che chiedeva il passo indietro dei presidenti "sgraditi" o schierati con l'opposizione, il vertice in Comune riapre il dialogo. Confcommercio avverte: "Collaborazione solo con rispetto reciproco e senza ingerenze"

Lettera ai CIV, tensione tra Palazzo Tursi e commercianti. Salis tenta di ricucire e promette revisione del Protocollo

Sembra calata, almeno momentaneamente, la bufera che ha investito la Giunta comunale dopo la lettera inviata dall'assessora al Commercio Tiziana Beghin ai direttivi CIV che ha scatenato una forte presa di posizione da parte dei commercianti.

A tentare di ricucire lo strappo, oltre la stessa Beghin, anche la sindaca Silvia Salis e il vicesindaco Alessandro Terrile che hanno incontrato i rappresentanti di categoria e avanzato la promessa di una revisione del Protocollo compiendo un passo indietro, rispettando l'autonomia dei Centri Integrati di Via, i CIV.

A innescare la scintilla era stata una nota riservata inviata dall'Assessorato al Commercio, guidato da Tiziana Beghin, che invitava i direttivi dei CIV a valutare le dimissioni o la sostituzione dei presidenti pubblicamente schierati con l'opposizione politica. Una mossa che ha provocato l'immediata levata di scudi di Confcommercio e Confesercenti, sfociata in un vertice d'urgenza a Palazzo Tursi con la Sindaca, il Vice Sindaco e la stessa Beghin.

Tutto ha inizio con la comunicazione ufficiale inviata dall'assessora Beghin ai direttivi e ai presidenti dei CIV genovesi. Nel testo, la titolare del Commercio premetteva che i Centri Integrati di Via "nascono come luoghi di confronto costruttivo tra l'Amministrazione e il mondo del commercio, finalizzati a promuovere lo sviluppo economico locale" e che "la loro operatività si regge su un rapporto di fiducia con gli uffici comunali e dipende in larga misura dai patrocini, contributi e autorizzazioni che il Comune riconosce nell'ambito del protocollo vigente".

Il passaggio chiave del documento entrava però direttamente nel merito politico delle cariche associative: "È altrettanto noto che alcuni Presidenti di CIV vantano o hanno vantato strette connessioni con forze politiche di opposizione, se non addirittura ricoprono o hanno ricoperto cariche elettive in Consiglio comunale o municipale. Una circostanza che, al di là della formale compatibilità, produce conseguenze pratiche significative: un organismo che vive del rapporto quotidiano con gli uffici comunali non può essere guidato da soggetti che utilizzano la stessa visibilità per attaccare personalmente la Sindaca e i membri della Giunta, minando la fiducia reciproca e rendendo di fatto impraticabile la collaborazione istituzionale".

Denunciando "attacchi personali e polemiche strumentali", l'assessora Beghin avanzava tre richieste esplicite ai direttivi dei CIV: "Una verifica della posizione dei Presidenti dei CIV, al fine di accertare eventuali comportamenti lesivi del rapporto di collaborazione con l'Amministrazione"; "la possibilità di richiedere le dimissioni dei Presidenti che hanno apertamente manifestato il loro schieramento politico attraverso attacchi pubblici, determinando un clima di conflittualità incompatibile con le finalità del CIV, o comunque di procedere alla loro sostituzione" e "una comunicazione tempestiva a questa Assessorato in merito agli eventuali provvedimenti adottati".

La risposta del mondo economico non si è fatta attendere. Confcommercio Genova, attraverso le parole del suo presidente Alessandro Cavo, ha subito preteso un incontro urgente, respingendo al mittente qualsiasi tentazione di condizionamento politico.

"I CIV nascono e vivono per un unico obiettivo: rendere le nostre strade e i nostri quartieri vivi, sicuri e attrattivi dal punto di vista commerciale, turistico e sociale", si legge nella nota diffusa dall'associazione. "I nostri 55 CIV rappresentano centinaia di piccoli imprenditori che, a titolo puramente volontario e con enorme dedizione, mettono quotidianamente il proprio tempo e la propria professionalità a disposizione della comunità intera".

Sul nodo dell'appartenenza politica dei dirigenti, il presidente Cavo ha tracciato una linea invalicabile: "Come associazione di categoria, tuteliamo da sempre l'autonomia delle nostre strutture e dei loro rappresentanti. L'impegno civico e associativo dei presidenti di CIV è legato esclusivamente ai risultati sul territorio e alla cura dei commercianti di quartiere, prescindendo totalmente dalle opinioni o dalle appartenenze politiche personali dei singoli, che appartengono alla sfera privata e costituzionalmente garantita di ogni cittadino. I CIV sono e devono rimanere spazi neutrali di confronto costruttivo con le Istituzioni".

"Le polemiche politiche non appartengono al mondo delle imprese", concludeva la nota di Confcommercio. "Ciò che ci sta a cuore è preservare un clima di collaborazione e chiediamo a tutte le forze politiche di lasciar fuori i CIV dai contenziosi di partito: le nostre botteghe e le nostre vie hanno bisogno di sostegno economico, semplificazione e progetti concreti per il futuro, non di contrapposizioni ideologiche".

Preso atto del muro alzato dai commercianti, i vertici di Palazzo Tursi hanno convocato d'urgenza le delegazioni di Confcommercio e Confesercenti. Durante il confronto, la Sindaca ha cercato di spegnere l'incendio, riconoscendo apertamente che i contenuti della nota dell'Assessorato hanno generato fraintendimenti e tensioni inopportuni. La prima cittadina ha ribadito la volontà di non interrompere il dialogo con il tessuto produttivo e si è espressa a favore di una revisione condivisa dell'attuale Protocollo d'intesa CIV.

Un'apertura accolta con cautela dalle categorie economiche. Al termine del vertice, Confcommercio ha diffuso una precisazione che fissa i paletti per i prossimi passaggi negoziali: “Prendiamo atto delle precisazioni fornite dalla Sindaca riguardo a una nota che avevamo ritenuto inopportuna e lesiva del ruolo e dell'autonomia dei Centri Integrati di Via. I CIV non sono organismi politici ma strumenti fondamentali di promozione e presidio del territorio, sostenuti dall'impegno quotidiano dei commercianti genovesi. L'impegno assunto dall'Amministrazione di ridiscutere il Protocollo d'intesa rappresenta un passaggio indispensabile ma non formale: parteciperemo al tavolo di confronto con fermezza, per esigere garanzie chiare sulla tutela dei dirigenti dei CIV, sul rispetto della rappresentanza associativa e sul superamento di qualsiasi tentazione d'ingerenza istituzionale. La collaborazione con il Comune resta strategica ma può basarsi soltanto sul rispetto reciproco e sulla valorizzazione del lavoro svolto dalle imprese sul territorio”.

CENTRODESTRA: "LETTERA SCONVOLGENTE. METODO SALIS FATTO DI SISTEMATICA INSOFFERENZA ALLA CRITICA, REPRESSIONE DEL DISSENSO E INDEBITE INTERFERENZE NELLE ATTIVITA' ASSOCIATIVE"

Il centrodestra in Comune, in una nota congiunta, ha definito la lettera 'sconvolgente'.

In una nota firmata dai capigruppo della Lega Paola Bordilli, di Fratelli d'Italia Alessandra Bianchi, di VinceGenova Pietro Piciocchi, di Noi Moderati Ilaria Cavo, di Forza Italia Mario Mascia e del gruppo Misto Sergio Gambino, si legge: 

"Un atto gravissimo e antidemocratico senza precedenti che calpesta la democrazia, la libertà di espressione e il lavoro fondamentale dei Centri Integrati di Via. Ciò che si legge in una nota che circola in queste ore, firmata dall'attuale Assessore Beghin al Commercio, è inaccettabile. Si legge testualmente: 'Come noto, i CIV nascono come luoghi di confronto costruttivo tra l'Amministrazione e il mondo del commercio, finalizzati a promuovere lo sviluppo economico locale. La loro operatività si regge su un rapporto di fiducia con gli uffici comunali e dipende in larga misura dai patrocini, contributi e autorizzazioni che il Comune riconosce nell'ambito del protocollo vigente'.

Nella stessa lettera l'Assessore invita a valutare 'la possibilità di richiedere le dimissioni dei Presidenti che hanno apertamente manifestato il loro schieramento politico attraverso attacchi pubblici, determinando un clima di conflittualità incompatibile con le finalità del CIV, o comunque di procedere alla loro sostituzione'. Arrivando anche a pretendere persino una 'comunicazione tempestiva' sui provvedimenti adottati.

Emergerebbe da questa lettera che si vuole rimuovere chi ha posizione politica diversa da quella della attuale maggioranza. Cioè le posizioni vanno bene purchè coincidano con quelle del centrosinistra che amministra e concede 'patrocini, contributi e autorizzazioni'.

Un metodo illiberale e 'bulgaro' che la Genova democratica non può tollerare. Un altro fatto grave che si aggiunge al recente mancato coinvolgimento degli stakeholders sull'aumento della Tari e dei sindacati sulla vicenda "riders" così come all'interferenza di pochi giorni fa nelle attività degli Enti Sportivi con note del simile tono e tenore".

I.R.


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