Migliaia di persone hanno riempito le strade di Genova per la manifestazione in sostegno della Global Sumud Flotilla, la missione internazionale diretta a Gaza per portare aiuti umanitari, bloccata dalle autorità israeliane. Dal corteo si è alzata forte la richiesta di pace, giustizia e solidarietà con il popolo palestinese. Tra i promotori anche la Camera del Lavoro di Genova: il segretario Igor Magni ha commentato la partecipazione e rilanciato le rivendicazioni della piazza, chiedendo un cambiamento radicale della politica estera italiana.
“È tantissima la partecipazione, ancora non c’è una stima precisa, ma sicuramente siamo in migliaia - spiega -. Questo è un segnale che noi pensiamo sia fortissimo nei confronti del governo, ma anche della comunità internazionale, perché quello che si sta verificando oggi è tradizione del sindacato intanto, ma soprattutto, come succede molto spesso in situazioni analoghe a questa di estrema gravità, dal basso parte una mobilitazione che vuole far cambiare quelle che sono le impostazioni dei governi che ci dovrebbero rappresentare.
Io ho sentito dire delle cose dalla presidente del Consiglio veramente terribili, sbagliate, come se qualcuno volesse utilizzare uno scenario così drammatico per una questione politica che riguarda lei. Riguarda lei nel momento in cui non prende una posizione precisa rispetto a quello che sta accadendo. Siamo ancora uno dei pochi Paesi che non ha riconosciuto lo Stato di Palestina, ad esempio, che certo ha un significato simbolico ma molto importante.
E sentire ancora raccontare degli scioperi del venerdì, no, come se fosse una cosa leggera... Qui sono lavoratori che decidono di rimettere una giornata di stipendio, e al contrario di quello che succede spesso nei parlamentari -è lei che tutta la vita fa questa roba qua- sono gente che domani, sabato, domenica lavorano tutta la settimana. Quindi non c’è nessuno che viene a divertirsi, vengono a esprimere una posizione.
Noi chiediamo cose semplici, a partire da quella che è stata la situazione che ha coinvolto la Global Sumud Flotilla. Ci sono anche due genovesi negli equipaggi che sono stati, secondo noi, illegittimamente fermati e trattenuti presso le carceri israeliane. Devono essere rilasciati e intanto vorremmo sapere come stanno, perché almeno fino ad ora non è arrivata nessuna notizia sulla loro condizione.
Chiediamo un cessate il fuoco immediato, l’apertura di un corridoio umanitario, che era la missione della Global Sumud Flotilla, portare generi di prima necessità a una popolazione che arriva addirittura a inghiottire terra e sabbia per riempire lo stomaco, e che è anche la missione di realtà come Music for Peace, che sta cercando di mettere in piedi aiuti in queste ore. Soprattutto chiediamo di arrivare a un tavolo di trattativa che fermi quello che sta accadendo e che riconosca i diritti di uno Stato e di un popolo a tutti gli effetti.
Per questo pensiamo che i nostri governi, in particolare quello italiano, possano fare pressioni commerciali, utilizzando gli accordi che in questo momento sono in essere, compreso l’invio di armi. Non chiediamo cose enormi: queste piazze oggi a Genova, ma anche in tutta Italia, danno un segnale chiaro. È già dal 30 agosto che parte questa mobilitazione, e oggi i sindacati di base continueranno a manifestare anche nel pomeriggio. Significa per noi dare un segnale a questo governo e agli altri governi di umanità e di vicinanza a quel popolo, ma che devono cambiare una linea che è inaccettabile”.














