Un’infrastruttura inaugurata appena un anno e mezzo fa, già oggetto di chiusure e deviazioni per motivi di sicurezza. È quanto accade al ponte elicoidale del nodo di San Benigno, al centro di un acceso confronto durante la seduta del Consiglio comunale.
A sollevare la questione è stato Marco Mesmaeker, consigliere del Movimento 5 Stelle, che ha presentato un’interrogazione per chiedere chiarimenti alla giunta.
“Questa interrogazione - ha esordito Mesmaeker - vuole focalizzare il problema che è sorto a Sampierdarena sul nodo di San Benigno. Un problema che non riguarda solo il quartiere, ma in realtà l’intera città, perché si parla di un nodo fondamentale che si collega a varie arterie della viabilità cittadina”.
Il consigliere ha ricordato come l’opera fosse stata inaugurata da poco: “Questa storia parte da lontano - ha proseguito -. Nel gennaio del 2024 l’allora sindaco Bucci, l’allora presidente di Regione Toti, i vertici di Aspi e tante altre istituzioni si erano radunati per il consueto taglio del nastro rosso. Adesso, un anno e mezzo dopo, ci ritroviamo con un’infrastruttura che si è dovuta chiudere per questioni di sicurezza”.
Mesmaeker ha sottolineato l’importanza di una corretta manutenzione delle opere cittadine: “Abbiamo diversi problemi di manutenzione che non sono stati fatti negli ultimi anni e si è parlato spesso di grandi opere in questa città. Di grandi opere ne abbiamo viste poche, ma in compenso abbiamo diverse criticità riguardanti infrastrutture vetuste e che hanno bisogno urgentemente di manutenzione. Mi sembra strano - ha aggiunto - che si debba già intervenire su un’infrastruttura inaugurata un anno e mezzo fa».
La richiesta del consigliere è chiara: “Vogliamo sapere quali sono le tempistiche, se quelle emerse sulla stampa sono confermate, e quali sono le problematiche che riguardano il nodo di San Benigno, che è fondamentale per tutti i cittadini genovesi che si spostano da Ponente a Levante e viceversa”.
A rispondere è stato il vicesindaco Alessandro Terrile, che ha precisato innanzitutto la proprietà e le competenze sull’opera: “Il Ponte Elicoidale di San Benigno è di proprietà dell’Autorità di Sistema Portuale ed è in concessione ad Autostrade per l’Italia per l’esecuzione dei lavori di riqualificazione del nodo da parte dell’impresa esecutrice Amplia Infrastructures. ADSP e Aspi da tempo effettuano un costante monitoraggio delle strutture che, già in passato, avevano portato alla necessità di limitare il transito veicolare, con la chiusura del cosiddetto trivio, la limitazione del peso a 44 tonnellate e la riduzione del numero di corsie”.
Terrile ha poi spiegato che “un recente monitoraggio effettuato da Autostrade per l’Italia ha evidenziato ulteriori criticità nel tratto compreso tra la confluenza dei nuovi assi provenienti dall’autostrada, la Sopraelevata e il lungomare Canepa. Queste criticità hanno portato Aspi e Amplia a dichiarare che non è più possibile mantenere le attuali tre corsie di marcia”.
Il vicesindaco ha illustrato le misure adottate: “Su richiesta di Amplia e per conto di Aspi e ADSP. il Comune è intervenuto per regolamentare la viabilità negli spazi rimasti disponibili alla circolazione, cioè due corsie, attraverso un provvedimento di traffico a doppia firma Comune di Genova e Autorità di Sistema Portuale”.
“Le modalità di limitazione del traffico - ha aggiunto - sono state concordate in un incontro tecnico tra Comune, Polizia locale, Autorità Portuale, Autostrade e Amplia. Le due corsie disponibili sul ponte elicoidale sono oggi destinate alla direzione Levante–Centro città–autostrada, per fluidificare il traffico e limitare la congestione su lungomare Canepa e, più in generale, sulla viabilità cittadina. Per la direttrice di Ponente i flussi sono stati deviati su via di Francia e via Fiamme Gialle”.
Terrile ha precisato che “la nuova configurazione viabilistica è costantemente monitorata e, se necessario, saranno adottate ulteriori ordinanze. Il Comune è competente solo per la regolazione del traffico e interviene su segnalazione del concessionario. Non abbiamo elementi diretti per valutare il livello di criticità della struttura o gli interventi necessari, ma faremo tutto il possibile per sollecitare Aspi e l’Autorità Portuale a intervenire in modo definitivo”.
Nella replica, Mesmaeker ha ribadito la sua posizione: “Ringrazio il vicesindaco per la risposta, ma voglio una conferma: il tratto interessato è quello inaugurato un anno e mezzo fa? Se sì, è un elemento fondamentale, perché lo dico chiaramente: il Comune di Genova non può essere ancora una volta ostaggio di Aspi. Non è possibile che la città sia costretta a subire le conseguenze di decisioni prese da altri”.
“È una vergogna - ha aggiunto - che i cittadini genovesi siano costretti a rallentamenti non per un’infrastruttura vecchia, ma per una nuova, inaugurata in pompa magna poco più di un anno fa. Senza voler fare polemica, ma è necessario dirlo: è una vergogna. Sosteniamo la giunta e la sindaca nel chiedere con forza che Autostrade si assuma le proprie responsabilità e che si possa tornare quanto prima a una mobilità utile e sicura per tutti i genovesi".














