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Attualità | 05 novembre 2025, 08:00

Fumi in porto, nuovo incontro il primo dicembre

I comitati: "Speriamo si prosegua il lavoro e si pronuncino gli armatori"

Fumi in porto, nuovo incontro il primo dicembre

"Il 60% delle navi, stando ai dati, è predisposto all'attracco nelle banchine elettrificate e non trova i porti dove andare. La cosa più da evidente è che il rimedio c'è, ma non basta finire i lavori: servono condizioni perché siano operativi gli attracchi, se no finisce come a Voltri, ci sono ma non sono utilizzate adeguatamente".
A spiegarlo è la portavoce della rete di comitati dei quartieri fronte porto Eliana Pastorino, a pochi giorni dalla riunione dell'osservatorio Ambiente e Salute del Comune di Genova sul tema dell'inquinamento dell'area portuale e del centro città per i fumi delle navi in transito dallo scalo. Il gruppo, che riunisce associazioni e cittadini che vivono in quartieri affacciati sul porto di Genova, da anni si batte per chiedere una presa in carico della situazione ambientale, alla luce della qualità dell'aria, tra emissioni inquinanti dalle navi, traghetti e crociere che impattano sulla vivibilità dei quartieri che si affacciano sullo scalo di Genova. L'osservatorio dopo lunghe richieste e dopo un'estate segnata da sforamenti nei parametri degli inquinanti ambientali, si è finalmente riunito impostando un metodo di lavoro che vedrà una seconda riunione ai primi di dicembre per proporre soluzioni operative in risposta agli allarmi ambientali. E anche alla luce dell'avanzamento dei lavori per l'elettrificazione delle banchine dello scalo, che per i comitati vanno accompagnati da una sensibilizzazione al problema di tutti gli enti e gli organismi coinvolti, perché le istanze non restino lettera morta.
La Rete ha presentato una nota all'ultimo incontro, relativa agli interventi necessari rilevando una "forte volontà di intervenire sui problemi" da parte del comune e anche degli enti interpellati, a partire da ASL 3.
La riunione dell'osservatorio, attesa, "è stata un'esperienza positiva - spiega Pastorino - rispetto a quello che abbiamo vissuto negli anni scorsi, con una positiva impostazione dei lavori e anche un impegno reale a voler affrontare i problemi. Questo secondo noi è anche il risultato dell'impegno portato avanti come rete, associazioni di San Teodoro e altri comitati che operano nei quartieri che si affacciano sull'area portuale: è un riconoscimento dell'impegno e secondo noi è cambiato il clima".
"Grazie alla mobilitazione e anche a quella petizione con cui avevamo chiesto che l'osservatorio venisse convocato dopo anni in cui era inerte, siamo partiti - prosegue la portavoce - l'osservatorio è un soggetto importantissimo per risolvere problemi che non sono più procrastinabili a Genova. Con un'incognita ancora che sottolineiamo sempre,quella che al di là della realizzazione delle opere che consentono l'elettrificazione ci sia in particolare da parte dell'Autorità di sistema portuale ma anche dagli altri enti competenti, una chiara consapevolezza che se non si individuano in tempi utili il gestore dell'energia, se non si richiede con forza di determinare a livello nazionale le tariffe, se non si sollecitano gli armatori all'elettrificazione e poi ad attraccarsi, è chiaro che questo potenziale enorme di cambiamento non si realizza".
Per l'1 dicembre è stato convocato un secondo incontro in cui i diversi enti sono chiamati  a presentare proposte operative e misure di miglioramento.
"Ci auguriamo che in quella sede si esprimano anche i rappresentanti degli armatori - conclude la portavoce - i cui impegni e assunzioni di responsabilità sono essenziali per raggiungere i risultati di miglioramento dell'ambiente e tutela della nostra salute per cui tutte e tutti ci stiamo impegnando da anni".

Valentina Carosini

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