La RSU dell’Istituto Giannina Gaslini riconosce l’urgenza di un profondo rinnovamento delle strutture, ma esprime forte preoccupazione per le modalità con cui gli interventi di ammodernamento stanno prendendo forma.
“Decenni di incuria - affermano i delegati - hanno portato alle condizioni in cui versano oggi i padiglioni, che non possono più garantire elevati livelli di assistenza e adeguati standard di sicurezza. Siamo pienamente consapevoli della necessità di intervenire, ma ciò non può avvenire a scapito del carattere pubblico dell’ospedale”.
Secondo la RSU, infatti, il crescente ricorso ai partenariati pubblico-privato (PPP) comporterà per il Gaslini canoni altissimi, di “decine e decine di milioni di euro l’anno per decenni”. Un modello, denunciano i lavoratori, che “potrebbe mettere a rischio la sostenibilità economica dell’ospedale e, di conseguenza, la sua natura pubblica”.
La preoccupazione maggiore riguarda il futuro occupazionale. “Cosa accadrà - si chiedono - se e quando l’ospedale non riuscirà più a sostenere questi canoni milionari? Chi ne pagherà le conseguenze? Sicuramente i lavoratori, a partire da quelli in somministrazione e precari”.
La RSU teme inoltre che, in caso di insolvenza, l’ospedale possa essere costretto a “cedere, magari solo in concessione, edifici pubblici ai creditori privati, dando origine a una sorta di privatizzazione differita del Gaslini”.
Dubbi vengono sollevati anche sui nuovi progetti annunciati dalla Direzione, che prevedono la realizzazione di un campus universitario, di una struttura residenziale per pazienti psichiatrici e di una foresteria per le famiglie. “Ma con quali finanziamenti saranno attuati? Chi gestirà le attività e con quali condizioni contrattuali?” chiede la rappresentanza sindacale.
La RSU conclude ribadendo le proprie richieste: stabilizzazione dei lavoratori precari e interinali, nuove assunzioni di personale sanitario e tecnico, condizioni di lavoro adeguate e sostenibili.
“Il Gaslini è di tutti - sottolineano -. Difendere la sua identità pubblica significa difendere la salute, la dignità e il futuro del lavoro”.














