Disagi, attese interminabili e corse che saltano senza preavviso. È la fotografia del trasporto pubblico genovese alle prese con una crisi senza precedenti, tra carenza di autisti, riduzione delle linee e ritardi significativi che rendono sempre più complicato spostarsi con i mezzi pubblici. Una situazione che sta creando non pochi problemi ai cittadini, costretti a fare i conti con un servizio ormai poco regolare.
A raccontare uno degli episodi più recenti è Maria Luisa, settantacinque anni, ipovedente e residente a Sestri Ponente, che il 31 ottobre ha vissuto un pomeriggio di disagi al capolinea di Principe, dove ha atteso per mezz'ora la linea 3 per poter rientrare a casa.
“Ha saltato due corse - racconta la signora -. Io ero sulla pensilina del capolinea, erano le ore 17 di venerdì 31 ottobre. Doveva passare alle 17.17, ma non è arrivato, alle 17.30 è arrivato il 3 ma andava in rimessa a Cornigliano. Io dovevo arrivare fino a Sestri, quindi se lo avessi preso sarei dovuta scendere obbligatoriamente a Cornigliano e poi prendere l’uno per forza. Così poi ho visto arrivare un taxi e ho deciso di prenderlo perché non ce la facevo più. Ho dovuto pagare quindici euro di taxi”.
E ancora: “Sono ipovedente - spiega Maria Luisa - Io mi sposto molto anche con il treno secondo gli orari, però a volte sono stanca e, andando dal Chiossone, prendo il 36 e a Principe prendo il 3, per poi scendere a Sestri: fatico meno”.
Una routine diventata sempre più complicata. “Non è servito bene il Ponente della città, non può esserci solo un uno per andare a Voltri, e ho già aspettato una volta 40 minuti per andare verso Voltri. E poi, a volte, arriva l’uno e spesso si ferma a Pra’. A me va anche bene in quei casi, ma sono piene le pensiline di chi lo aspetta”.
Intanto, nei giorni scorsi, il sindacato Ugl Fna ha annunciato per lunedì 10 novembre, dalle 11.30 alle 15.30, uno sciopero con presidio dei lavoratori Amt, denunciando ancora una volta una “situazione insostenibile, dovuta alla mancanza di autobus e di personale necessari per garantire il servizio, con gravi conseguenze sulla cittadinanza e sui lavoratori”.
Secondo il sindacato, sarebbero infatti circa 140 i mezzi fermi nella rimessa di Staglieno, inutilizzati e utilizzati come pezzi di ricambio per autobus e pullman ancora in servizio: “Mesi fa avevamo proposto ad Amt di rimodulare il servizio in base agli autobus e agli autisti effettivamente disponibili - ha spiegato il segretario regionale di Ugl Fna, Roberto Piccardo -, perché è inutile dare orari e poi far saltare le corse una dopo l’altra. Il personale è costretto a interrompere i turni per mancanza di mezzi e autisti, e questo scatena la rabbia degli utenti, che a volte arriva fino agli insulti ai lavoratori”.














