Ha scatenato numerose reazioni il nuovo bando del Comune di Genova per l’individuazione di una figura professionale con laurea in giurisprudenza, a cui affidare l’incarico di seguire le politiche per i diritti delle persone LGBTQIA+, produrre studi, relazioni e fornire supporto giuridico alle iniziative dell’amministrazione.
Un avviso pubblico la cui retribuzione è fissata a 156 mila euro per tre anni.
Ed è proprio l’importo totale che ha fatto scattare le reazioni del centro destra che accusa la giunta Salis di incoerenza e spreco di risorse pubbliche, scatenando lo scontro politico.
La prima a intervenire è stata la consigliera della Lega Paola Bordilli, che sui social ha scritto: “Ecco servita un'altra consulenza dalla Giunta Salis. Loro, quelli che hanno sempre contestato le consulenze, ora ne fanno il pane quotidiano... La doppia morale della sinistra, eccola servita. nuovamente. Narrazione di buchi di bilancio e poi danno consulenze per 156000 euro”.
Anche Pietro Piciocchi, capogruppo della lista civica Vince Genova, tuona contro il bando: “La Giunta Salis ha appena dato un'elemosina di 63 mila euro a 9 Municipi per gli sfalci stradali. Ai Presidenti di Municipio hanno detto che non avevano soldi, ovviamente sempre per colpa di Bucci e Piciocchi. Contemporaneamente la stessa Giunta stanzia 156 mila euro per dotarsi di un consulente che dovrà produrre studi e relazioni scritte per sostenere le politiche della comunità LGBTQIA+, come non meglio precisati servizi pubblici inclusivi, identità alias, ecc. Vedere per credere! Non è con lo spreco del denaro pubblico che si combatte la discriminazione. E non finisce qui perché sul bando tailor made (chissà perché solo laureati in legge) mi riservo di tornare in una prossima puntata”.
Dal Comune, al momento, tutto tace.
Il bando, pubblicato ieri, non nasconde le finalità: supportare la strutturazione di servizi inclusivi, assistere gli uffici nell’elaborazione di atti e regolamenti, seguire le procedure relative all’identità alias e coordinare attività di sensibilizzazione e formazione sul tema dei diritti.
Una figura che, come si legge anche nel testo dovrà “rafforzare la tutela dei diritti delle persone Lgbtqia+, promuovere la parità di trattamento e la non discriminazione, nell'ottica della piena inclusione di tutte le persone, e della lotta alle discriminazioni fondate su sesso, identità di genere, espressione di genere e orientamento sessuale”.
Ma l’opposizione punta il dito sulle priorità di spesa, soprattutto in un momento in cui, secondo loro, i Municipi faticano a coprire servizi essenziali come manutenzioni, sfalci e piccole opere.
La polemica è destinata a proseguire e non è escluso che venga affrontata già questo pomeriggio nel corso del Consiglio Comunale.














