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Politica | 18 novembre 2025, 19:30

'Un euro all'ora per la cultura': approvata la revisione delle tariffe dei musei civici in consiglio comunale

Dal 1° gennaio 2026 le tariffe cambieranno, con la Genova Museum Card al costo di 24 euro per il pass da 24 ore. Respinte le proposte avanzate dalla consigliera Anna Orlando

'Un euro all'ora per la cultura': approvata la revisione delle tariffe dei musei civici in consiglio comunale

Dal 2025 cambiano le tariffe dei musei civici di Genova, con aggiornamenti mirati sia all’integrazione delle offerte sia alla sostenibilità del sistema. Dopo la proposta della Commissione, la decisione è arrivata durante l’odierna seduta in consiglio comunale, con 22 voti favorevoli e 14 contrari. La consigliera Anna Orlando ha presentato un ordine del giorno per chiedere alla giunta l’approvazione di una proposta di revisione delle tariffe accompagnata da un documento esplicativo. L’obiettivo, ha precisato, è garantire maggiore trasparenza sugli obiettivi del procedimento, con particolare attenzione al rapporto tra costi e benefici per i cittadini, alla relazione tra qualità dell’offerta culturale e prezzo del biglietto e alle motivazioni che giustificano un aumento delle tariffe senza un reale incremento delle entrate per l’Ente. 

Il documento è stato respinto dalla Sala Rossa: a passare è il solo il secondo emendamento presentato, che valorizza la possibilità di ingresso separato per percorsi espositivi temporanei, che è stato accolto dalla giunta perché giudicato coerente con quanto già avviene in alcuni poli e destinato a essere esteso a tutto il circuito civico.

L’assessore alla Cultura Giacomo Montanari ha ricordato che la revisione tariffaria non è un tema recente, e che lo studio presentato nelle sedi competenti prevede due documenti distinti, una tabella sull’adeguamento delle gratuità e una sull’aggiornamento dei costi tariffari, strumenti pensati per sostenersi a vicenda. “A un aumento delle gratuità corrisponde una revisione di alcune tariffe, non un aumento indiscriminato”, ha sottolineato, ribadendo il principio della sostenibilità economica del sistema museale: “Se avessimo ipotizzato un ricavo ulteriore, qualcuno avrebbe potuto dire che stavamo facendo cassa sui biglietti. Ma non è così. Se aumentano le gratuità, crescono gli accessi e il sistema deve restare in equilibrio”.

A sostegno della posizione della giunta, Montanari ha citato un report condiviso in commissione, evidenziando come spesso il sistema tariffario fosse contestato per essere troppo al ribasso e come un eventuale aumento dei ricavi sarebbe auspicabile per la sostenibilità complessiva. La revisione proposta evita invece squilibri che potrebbero mettere a rischio l’intero impianto. L’assessore ha poi affrontato il tema delle tariffe “senza servizi”, spiegando che il biglietto cumulativo per Strada Nuova e Sant’Agostino ha un prezzo inferiore alla somma dei singoli ingressi e che per Sant’Agostino sarà comunque possibile acquistare il biglietto separato. Ha precisato che l’attuale configurazione del Museo di Sant’Agostino ospita una esposizione temporanea e non il museo riallestito, ribadendo che il riallestimento completo rimane un traguardo successivo già discusso in commissione.

Quanto al polo museale di Nervi, Montanari ha ricordato che il nuovo biglietto unico facilita la fruizione dei visitatori, riducendo la necessità di acquistare più ingressi separati, e ha sottolineato come un biglietto unico, anche se leggermente più costoso, risulti più comodo, chiaro e accessibile.

Montanari ha precisato che il primo emendamento presentato derivava da un fraintendimento della delibera: sarà sempre possibile acquistare il biglietto singolo per Sant’Agostino e il cumulativo ha un prezzo inferiore alla somma dei singoli ingressi, mentre l’adeguamento tariffario previsto dallo studio avrebbe già portato Strada Nuova a 14 euro anche senza includere il percorso di Sant’Agostino.

Che cosa cambia

Nello specifico, come precedentemente annunciato, i musei di Strada Nuova passeranno a 14 euro per il biglietto intero e 9 euro per il ridotto, includendo anche il Museo di Sant’Agostino. Per gli altri musei comunali, compreso Sant’Agostino, che potrà comunque essere acquistato separatamente, la tariffa standard sale da 5 a 9 euro, mentre il ridotto passa da 3 a 6 euro, con alcune eccezioni. La prima riguarda il Museo di Archeologia Ligure e il Museo del Risorgimento, che diventeranno totalmente gratuiti.  Altra novità riguarda i musei di Nervi (Wolfsoniana, Gam, Villa Luxoro e Raccolte Frugone) che potranno essere visitati con un biglietto unico da 14 euro (ridotto 9 euro). Oggi ciascuna entrata singola costa tra 5 e 6 euro, con riduzioni tra 3 e 5 euro. 

Gli aumenti riguardano anche la Genova Museum Card, con modifiche finalizzate a rendere il pass sostenibile e conveniente. La città adotterà lo stesso principio di Torino, basato su un costo di un euro all’ora per la cultura: 24 euro per il pass da 24 ore, 45 euro (anziché 25) per quello da 48 ore e 60 euro (anziché 50) per quello annuale. Restano invariati i prezzi della card studenti a 25 euro e della card scuole, che rimane gratuita.

L’attuale card 24 permetteva l’accesso a 15 musei, non solo civici. In questo senso, nessun altro museo sarebbe stato disponibile ad andare avanti - spiega l’assessore Montanari -. La card Musei parte da 29,90 euro e contempla accesso a 3 musei a scelta, esattamente il doppio per meno di un decimo. Aggiornarla a un’euro all’ora per tutto questo parterre di musei, che sono 23, è meno della metà del prezzo che si usa per parcheggiare l’auto.  Questa possibilità di aver all’interno anche altri poli museali e non solo i civici non è secondaria, e non sarebbe possibile tenerli dentro questa offerta a questi prezzi.  L’offerta è equa, non è uguale ad altre città, ma ripartita rispetto all’offerta che viene fatta, e rimanere ai prezzi attuali sarebbe un’offerta totalmente sbilanciata. ‘Un euro all’ora per la cultura’ e ‘un euro a museo’ sono messaggi comprensibili e di facile accesso per il pubblico”. 

Chiara Orsetti


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